{"id":656,"date":"2009-12-18T16:37:39","date_gmt":"2009-12-18T16:37:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=656"},"modified":"2009-12-18T16:53:03","modified_gmt":"2009-12-18T16:53:03","slug":"la-visitazione-modello-di-ogni-incontro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2009\/12\/18\/la-visitazione-modello-di-ogni-incontro\/","title":{"rendered":"La visitazione: modello di ogni incontro"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/visitazione-colored.jpg\" alt=\"visitazione (colored)\" title=\"visitazione (colored)\" width=\"590\" height=\"401\" class=\"alignleft size-full wp-image-657\" \/><\/p>\n<p><strong>DOMENICA 20 dicembre 2009<br \/>\nQUARTA di AVVENTO<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>In quei giorni Maria si alz\u00f2 e and\u00f2 in fretta verso la regione montuosa, in una citt\u00e0\u00a0 di Giuda.<br \/>\nEntrata nella casa di Zaccar\u00eca, salut\u00f2 Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussult\u00f2 nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclam\u00f2 a gran voce: \u00abBenedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto \u00e8 giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell&#8217;adempimento di ci\u00f2 che il Signore le ha detto\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 1,39-45)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Perch\u00e8 Maria sale in fretta verso i monti a trovare la cugina Elisabetta? Cosa \u00e8 successo?<br \/>\nChiss\u00e0\u00a0, forse \u00e8 questa la domanda che molti si sono posti, a partire da Giuseppe che, da quel che possiamo immaginare dalla cronologia dei fatti, \u00e8 ancora all&#8217;oscuro di quel che sta accadendo nella sua promessa sposa.<br \/>\nNoi invece sappiamo perch\u00e8 la giovane donna di Nazareth si mette in viaggio (un lungo viaggio stando alla collocazione tradizionale che viene fatta della citt\u00e0\u00a0 di Elisabetta, ad Ain-Karim, a circa 150 km da Nazareth).<br \/>\nNel Vangelo letto il giorno dell&#8217;Immacolata, Luca ci racconta dell&#8217;Angelo che annuncia il concepimento del Messia nel grembo di Maria ad opera dello Spirito di Dio. E come segno che quello che ha detto \u00e8 vero e realizzabile, ha dato a Maria la gravidanza di Elisabetta. Il fatto che questa anziana parente, da tutti ritenuta irrimediabilmente sterile, sia in attesa di un bambino, \u00e8 davvero segno che &#8220;nulla \u00e8 impossibile a Dio&#8221;, nulla pu\u00f2 fermare Dio che entra vivo nella storia&#8230; Non c&#8217;\u00e8 difetto fisico o sociale e non c&#8217;\u00e8 umano pregiudizio che possano fermare l&#8217;azione di Dio.<br \/>\nMaria quindi corre ad Ain-Karim perch\u00e8 in questo incontro la sua fede e la sua vita avranno un motivo di crescita.<br \/>\nEcco la particolarit\u00e0\u00a0 di questo incontro tra le due donne, che Luca racconta in modo abbastanza normale. Non succede nulla di straordinario all&#8217;esterno che possa far gridare al miracolo. La straordinariet\u00e0\u00a0 \u00e8 tutta all&#8217;interno delle due donne che si incontrano, e che in questo incontro crescono spiritualmente e umanamente.<br \/>\nNel racconto della visitazione possiamo davvero verificare la nostra vita nella normalit\u00e0\u00a0 dei nostri incontri. Quante persone incontriamo per i pi\u00f9 svariati motivi: ci incontriamo in famiglia, tra amici, sul posto di lavoro, ci incontriamo nelle attivit\u00e0\u00a0 parrocchiali o di volontariato, e abbiamo anche incontri casuali tra persone. Nel racconto del Vangelo di Maria che incontra Elisabetta possiamo davvero trovare modo di verificarci e crescere.<br \/>\nPrima di tutto questo incontro non \u00e8 banale e superficiale. Maria cerca in Elisabetta un segno di Dio, ed Elisabetta nella visita improvvisa di Maria si sente visitata dal Signore. Bastano un saluto per far sentire Elisabetta amata da Dio attraverso la voce di questa sua giovane parente di Nazareth.<br \/>\nQuesto incontro per\u00f2 da parte di Maria non ne \u00e8 facile ne immediato. Maria compie un lungo cammino in salita.<br \/>\nIncontrare veramente una persona ci &#8220;obbliga&#8221; ad uscire dalla nostra casa, dai nostri schemi che sono a  volte rigidi e spessi come le pareti di un fortino. Per incontrare devo uscire e salire, superando le montagne di pregiudizi che io o altri mettiamo in mezzo. A volte incontriamo persone che sono segnate da rifiuti sociali o famigliari, allora la montagna da salire \u00e8 quella del perdono e della comprensione (a volte ripide come pareti rocciose di alta quota). Se accettiamo di metterci in cammino verso l&#8217;altro non possiamo non accettare la fatica che pu\u00f2 esser anche imprevista.<br \/>\nIl cammino di Maria \u00e8 dunque un cammino fatto in fiducia e in amore. Si fida dell&#8217;angelo ed \u00e8 spinta dall&#8217;amore verso questa sua parente anziana. Senza fiducia e amore non incontreremo mai nessuno, al limite ci fermeremo a &#8220;scontrarci&#8221; senza incontrarci.<br \/>\nE quando finalmente avviene l&#8217;incontro, dopo il lungo viaggio, la gioia prevale. Elisabetta in ogni parte del suo corpo \u00e8 nella gioia, una gioia fisica e visibile. Il Magnificat di Maria sono certo che \u00e8 ispirato anche dalla felicit\u00e0\u00a0 di Elisabetta. La gioia \u00e8 contagiosa e da&#8217; ristoro alle fatiche del viaggio.<br \/>\nNell&#8217;incontro di queste due donne non c&#8217;\u00e8 traccia di competizione. A volte i nostri incontri nascondono un inconfessabile desiderio di prevalere l&#8217;uno sull&#8217;altro. Sembra che siamo sempre in gara e ci trasformiamo in giudici e giudicati.<br \/>\nL&#8217;incontro vero, che Maria ed Elisabetta ci testimoniano, non ha nessuna pretesa di far uscire l&#8217;una vincitrice e l&#8217;altra vinta, oppure l&#8217;una con la ragione e l&#8217;altra con il torto. Come accade spesso a noi&#8230;<br \/>\nIl Natale, al quale anche questo passo evangelico ci prepara, sia davvero occasione per incontrarci in modo vero ed evangelico. Non pensiamo solo a cosa avremo materialmente tra le mani da portare in dono. Abbiamo prima di tutto noi stessi e portiamo in dono all&#8217;altro anche il nostro amore, il nostro non giudizio, la nostra pazienza e perdono. In molte rappresentazioni di questo passo del Vangelo, le due figure di Maria ed Elisabetta si abbracciano e si toccano. Penso che il dono pi\u00f9 bello che possiamo portare ad un altro che incontriamo sia proprio lui stesso amato e nella gioia. E il dono pi\u00f9 bello che possiamo riceve \u00e8 la nostra persona amata dall&#8217;altro.<\/p>\n<ul>\nVERO INCONTRO<br \/>\nNelle mie mani porto il dono che sei tu<br \/>\ne ti regalo a te stesso<br \/>\nrinnovato dall&#8217;amore che ti voglio comunicare.<br \/>\nNelle tue mani tu porti in dono me<br \/>\nperch\u00e8 non mi giudichi<br \/>\ne mi fai sentire amato per quel che sono.<br \/>\nQuesti doni che ci scambiamo non costano nulla in denaro<br \/>\nma hanno un valore infinito<br \/>\nperch\u00e8 non finiscono mai di rinnovare e di donare gioia.<\/ul>\n<p><\/strong><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 20 dicembre 2009 QUARTA di AVVENTO In quei giorni Maria si alz\u00f2 e and\u00f2 in fretta verso la regione montuosa, in una citt\u00e0\u00a0 di Giuda. Entrata nella casa di Zaccar\u00eca, salut\u00f2 Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussult\u00f2 nel suo grembo. 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