{"id":797,"date":"2010-06-04T12:23:15","date_gmt":"2010-06-04T12:23:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=797"},"modified":"2010-06-04T12:49:07","modified_gmt":"2010-06-04T12:49:07","slug":"in-gesu-credo-in-me-stesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2010\/06\/04\/in-gesu-credo-in-me-stesso\/","title":{"rendered":"in Ges\u00f9 credo in me stesso"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=798\" rel=\"attachment wp-att-798\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/differenze-liturgiche-colored.jpg\" alt=\"\" title=\"differenze liturgiche (colored)\" width=\"590\" height=\"413\" class=\"alignleft size-full wp-image-798\" \/><\/a><br \/>\n<strong>DOMENICA 6 giugno 2010<br \/>\nCorpo e Sangue del Signore<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.<br \/>\nIl giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: \u00abCongeda la folla perch\u00e8 vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta\u00bb.<br \/>\nGes\u00f9 disse loro: \u00abVoi stessi date loro da mangiare\u00bb. Ma essi risposero: \u00abNon abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente\u00bb. C&#8217;erano infatti circa cinquemila uomini.<br \/>\nEgli disse ai suoi discepoli: \u00abFateli sedere a gruppi di cinquanta circa\u00bb. Fecero cos\u00ec e li fecero sedere tutti quanti.<br \/>\nEgli prese i cinque pani e i due pesci, alz\u00f2 gli occhi al cielo, recit\u00f2 su di essi la benedizione, li spezz\u00f2 e li dava ai discepoli perch\u00e8 li distribuissero alla folla.<br \/>\nTutti mangiarono a saziet\u00e0\u00a0 e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 9,11-17)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Alla domanda che cosa significa esser cristiani penso che la maggior parte di noi risponda che consista prima di tutto nel credere in Ges\u00f9 Figlio di Dio, in Dio come Padre e nello Spirito Santo.<br \/>\nEsser cristiani poi \u00e8 credere che la Chiesa, fin dagli inizi, \u00e8 stata colei che ha tramandato fino a noi la fede in Ges\u00f9 Cristo, e nella Chiesa io vivo la mia fede con la preghiera cos\u00ec come con la vita comunitaria.<br \/>\nOk, fin qui ci siamo.<br \/>\nNon so se molti di noi risponderebbero che &#8220;essere cristiani&#8221; significa anche credere in se stessi. Una tale risposta sembra troppo &#8220;laica&#8221;, perch\u00e8 la fede in se stessi sembrerebbe addirittura in contrasto con la fede che dobbiamo dare solo a Dio. Ci viene anche insegnato come l&#8217;abbandono vero a Dio e alla sua volont\u00e0\u00a0 non possono combinarsi con il fare la nostra volont\u00e0\u00a0 e fare quello che vogliamo noi.<br \/>\nChe la religione cristiana sia dunque la religione che insegna il disprezzo di se e delle proprie capacit\u00e0\u00a0?<br \/>\nE che sia segno di vera fede e di totale adesione a Dio il considerarsi &#8220;zero&#8221; e incapaci di fare il bene da noi stessi perch\u00e8 fondamentalmente siamo cattivi e egoisti?<br \/>\nHo fatto queste riflessioni perch\u00e8 in questo racconto dell&#8217;evangelista Luca della moltiplicazione dei pani, c&#8217;\u00e8 quel breve passaggio che a volte rischia di passare inosservato di fronte al prodigio che opera Ges\u00f9 nel moltiplicare i pani e pesci.<br \/>\nQuando si accorgono che nel deserto non c&#8217;\u00e8 nulla da mangiare per tutta quella folla di gente e c&#8217;\u00e8 il problema praticissimo del mangiare, gli apostoli pensano di congedare la folla in modo che si arrangi per la cena. A questo punto Ges\u00f9 li sorprende dicendo: \u00abVoi stessi date loro da mangiare\u00bb.<br \/>\nGes\u00f9 crede in loro, e non li lascia inutili spettatori delle sue capacit\u00e0\u00a0 miracolistiche. Ges\u00f9, coinvolgendoli con quel poco che possono dare (5 pani e due pesci), li esorta a non abbandonarsi nelle difficolt\u00e0\u00a0 e li sprona a credere il loro stessi.<br \/>\nMi piace dunque pensare che mentre noi credenti guardiamo al cielo verso Dio, Lui guarda verso di noi e crede che possiamo amare, donare quel che abbiamo, condividere con i poveri, perdonare le offese&#8230;<br \/>\nIn fondo essere cristiani, cio\u00e8 credere che Dio si \u00e8 fatto uomo, significa credere anche nell&#8217;uomo stesso e nelle sue impensabili capacit\u00e0\u00a0 di fare il bene, anche se, guardando la storia tutto sembra dire il contrario.<br \/>\nCome cristiano non posso guardare con sfiducia me stesso e nemmeno chi ho vicino. Anche se talvolta posso dare solo &#8220;cinque pani e due pesci&#8230;&#8221;, che sono sempre poco rispetto le necessit\u00e0\u00a0 che scopriamo nella vita, non posso farmi fermare da questo &#8220;poco&#8221; che ho, ma credere che in qualche modo \u00e8 sufficiente, e da li iniziare.<br \/>\nPenso a certi amici missionari che partono per annunciare il Vangelo consapevoli delle molte difficolt\u00e0\u00a0 e povert\u00e0\u00a0 nei luoghi dove si recheranno. Se non avessero un po&#8217; di fiducia e ottimismo in se stessi non partirebbero e rimarrebbero a casa.<br \/>\nLa fiducia in se stessi non credo sia da metter in contrapposizione netta con la fiducia e l&#8217;abbandono in Dio. Anzi, la fiducia in Dio porta a guardare se stessi con pi\u00f9 speranza e voglia di fare.<br \/>\nFacendo del fanta-vangelo potrei dire che, volendo, Ges\u00f9 avrebbe potuto con una &#8220;magia&#8221; togliere la fame e la sete alle migliaia di persone che erano li ne deserto, e i pani e pesci dei discepoli sarebbero stati proprio inutili, come i loro stessi possessori.<br \/>\nMa il miracolo che Ges\u00f9 compie parte proprio dallo sfiduciato cuore degli apostoli, che di fronte alla difficolt\u00e0\u00a0 rischiano di morire di pessimismo verso loro stessi (&#8220;..non abbiamo altro che cinque pani e due pesci&#8230;&#8221;).<br \/>\nLa domenica ci raduniamo a celebrare la presenza di Ges\u00f9 e la nostra fede in lui. Non dimentichiamo che guardando a Lui nell&#8217;Eucarestia noi vediamo noi stessi e chi ci sta accanto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=813\" rel=\"attachment wp-att-813\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/eucharist-adoration1.jpg\" alt=\"\" title=\"eucharist-adoration\" width=\"300\" height=\"247\" class=\"alignleft size-full wp-image-813\" \/><\/a><\/p>\n<ul>\nUn amico sacerdote mi ha raccontato di una volta che era in cappella del seminario a pregare durante l&#8217;adorazione eucaristica. Insieme ai suoi compagni seminaristi stava inginocchiato davanti all&#8217;ostensorio dorato che conteneva la particola consacrata. C&#8217;erano le candele e l&#8217;incenso e il suono dell&#8217;organo che creavano l&#8217;atmosfera giusta, ma lui si domandava che senso avesse questa preghiera e questo stare inginocchiati a guardare un pezzo di pane in una teca dorata. Gli sembrava tutto cos\u00ec inutile e senza senso&#8230;<br \/>\nMentre si faceva queste domande si \u00e8 accorto che guardando bene l&#8217;ostensorio, nel vetro che proteggeva la particola si riflettevano i volti dei seminaristi che stavano pregando, compreso il suo.<br \/>\nQuesto amico mi ha detto che proprio in quel momento ha capito il senso dell&#8217;Eucarestia, specialmente della Messa: in Ges\u00f9 vedo me stesso e gli altri che mi stanno accanto. Non posso rivolgermi a Dio senza rivolgermi all&#8217;uomo, me compreso, e credere che proprio nell&#8217;umanit\u00e0\u00a0, con tutte le sue fragilit\u00e0\u00a0 e limiti, si nasconde l&#8217;incontro con il Signore.<\/ul>\n<p><\/strong><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 6 giugno 2010 Corpo e Sangue del Signore In quel tempo, Ges\u00f9 prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. 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