{"id":826,"date":"2010-07-02T18:45:05","date_gmt":"2010-07-02T18:45:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=826"},"modified":"2010-07-04T09:35:19","modified_gmt":"2010-07-04T09:35:19","slug":"il-ministero-dellaccoglienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2010\/07\/02\/il-ministero-dellaccoglienza\/","title":{"rendered":"il ministero dell&#8217;accoglienza"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=832\" rel=\"attachment wp-att-832\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/inviati-a-due-a-due-colored1.jpg\" alt=\"\" title=\"inviati a due a due (colored)\" width=\"590\" height=\"433\" class=\"alignleft size-full wp-image-832\" \/><\/a><br \/>\n<strong> DOMENICA 4 luglio 2010<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, il Signore design\u00f2 altri settantadue e li invi\u00f2 a due a due davanti a s\u00e8 in ogni citt\u00e0\u00a0 e luogo dove stava per recarsi.<br \/>\nDiceva loro: \u00abLa messe \u00e8 abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perch\u00e8 mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, n\u00e8 sacca, n\u00e8 sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.<br \/>\nIn qualunque casa entriate, prima dite: &#8220;Pace a questa casa!&#8221;. Se vi sar\u00e0\u00a0 un figlio della pace, la vostra pace scender\u00e0\u00a0 su di lui, altrimenti ritorner\u00e0\u00a0 su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perch\u00e8 chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all&#8217;altra.<br \/>\nQuando entrerete in una citt\u00e0\u00a0 e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sar\u00e0\u00a0 offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: &#8220;E&#8217; vicino a voi il regno di Dio&#8221;. Ma quando entrerete in una citt\u00e0\u00a0 e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: &#8220;Anche la polvere della vostra citt\u00e0\u00a0, che si \u00e8 attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate per\u00f2 che il regno di Dio \u00e8 vicino&#8221;. Io vi dico che, in quel giorno, S\u00f2doma sar\u00e0\u00a0 trattata meno duramente di quella citt\u00e0\u00a0\u00bb.<br \/>\nI settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: \u00abSignore, anche i dem\u00f2ni si sottomettono a noi nel tuo nome\u00bb. Egli disse loro: \u00abVedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potr\u00e0\u00a0 danneggiarvi. Non rallegratevi per\u00f2 perch\u00e8 i dem\u00f2ni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perch\u00e8 i vostri nomi sono scritti nei cieli\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 10,1-12.17-20)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>In questi caldi giorni d&#8217;estate nei quali sono immerso nei preparativi di campi estivi e grest, nella girandola di cose da fare, di elenchi da compilare, di animatori da coordinare e eventi da organizzare, mi sono chiesto ancora una volta: ma cosa significa per me fare il prete?<br \/>\nChi mi conosce bene e anche chi collabora con me in parrocchia, sa bene che non sono un mostro di organizzazione, e che le grosse organizzazioni mi trovano sempre in ritardo e con un pizzico inconfondibile di caos&#8230; Ma questa \u00e8 la vita della parrocchia, nella quale si intrecciano relazioni e anche tante realt\u00e0\u00a0 che non possono che esser prese in mano e  guidate anche da me. E oramai, in 17 anni di vita di parrocchia, ho sperimentato come il Signore alla fine non mi ha mai fatto mancare accanto persone fantastiche sia in capacit\u00e0\u00a0 che in disponibilit\u00e0\u00a0, cos\u00ec che la parrocchia continua a vivere con (e nonostante) il mio povero e disorganizzato contributo.<br \/>\nPensando queste cose, mi capita questa domenica di meditare ancora una volta su questo brano del Vangelo: Ges\u00f9 che invia missionari davanti a se, per preparare il suo passaggio nei villaggi e citt\u00e0\u00a0.<br \/>\nIn questa missione ho provato a rivedere il mio ministero, e credo che ogni cristiano pu\u00f2 rivedere la propria missione cristiana.<br \/>\nEsser cristiani (e per me essere anche prete) significa prima di tutto &#8220;essere dei mandati&#8221;. Quello che sono come cristiano non \u00e8 una mia iniziativa e basta, ma \u00e8 Dio all&#8217;origine di tutto. Questo un po&#8217; mi consola, perch\u00e8 penso che se davvero tutto dipendesse da me, allora si che saremmo nei guai&#8230; Ma meno male che non \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nDentro la mia vocazione cristiana c&#8217;\u00e8 un invio da parte di Ges\u00f9. E&#8217; l&#8217;invio a preparare la sua presenza.<br \/>\nE&#8217; una bella responsabilit\u00e0\u00a0, se ci penso bene. Dal mio modo di fare e di agire, dipende molto di come poi l&#8217;altro accoglie Ges\u00f9 che viene dopo e indipendentemente da me.<br \/>\nSe il mio stile di cristiano \u00e8 l&#8217;arroganza economica e il potere che schiaccia, allora Ges\u00f9 che viene dopo di me non avr\u00e0\u00a0 gioco facile nel farsi accettare nel cuore di chi vuole incontrare.<br \/>\nGes\u00f9 manda i suoi missionari vestiti di semplicit\u00e0\u00a0 e con l&#8217;attenzione di non perdere tempo se non nella cura di chi sta male. Colui che \u00e8 mandato deve dire (con le parole e con il linguaggio della vita&#8230; che talvolta \u00e8 pi\u00f9 eloquente) che il Regno di Dio \u00e8 presente. Non il regno del male, dell&#8217;ingiustizia, della solitudine, dell&#8217;arrivismo&#8230; ma il regno del bene e dell&#8217;Amore. Questo \u00e8 il regno che annunciamo.<br \/>\nIn questo vedo il senso del mio ministero come prete, che per vocazione ho ricevuto e che non sono stato io a mettermi in testa.<\/p>\n<ul>\nUn caro amico sacerdote anziano, pensando al proprio lungo cammino di pastore di anime, ha sintetizzato cos\u00ec il suo essere prete: &#8220;ministero dell&#8217;accoglienza&#8221; che \u00e8 il cuore del Vangelo.<br \/>\nE&#8217; cos\u00ec che vedo e verifico il mio fare il prete, non certo nelle capacit\u00e0\u00a0 di organizzare e gestire riunioni e beni materiali. C&#8217;\u00e8 anche questo, certo, ma al cuore del mio essere prete ci sta proprio questo &#8220;ministero dell&#8217;accoglienza&#8221;.<br \/>\nE&#8217; accogliere Ges\u00f9 che mi ha chiamato e mi chiama ancora, nonostante conosca bene come sono e le mie fragilit\u00e0\u00a0.<br \/>\nE&#8217; accogliere l&#8217;altro, chiunque sia, buono o &#8220;cattivo&#8221;, vicino o lontano, parrocchiano o non, simpatico o antipatico: accolgo perch\u00e8 \u00e8 cos\u00ec che farebbe Ges\u00f9 e cos\u00ec lui ha voluto che facessero i suoi.<br \/>\n&#8220;Ministero dell&#8217;accoglienza&#8221; \u00e8 insegnare l&#8217;accoglienza come modo di vivere la fede. Essere cristiani maturi non \u00e8 principalmente celebrare bene una liturgia o gestire al meglio le varie attivit\u00e0\u00a0 della parrocchia. Un cristiano maturo diventa una persona capace di accogliere e costruire una comunit\u00e0\u00a0 che include tutti e non esclude nessuno.<br \/>\nUna parrocchia che diventasse super efficiente e ricca di iniziative, ma povera di accoglienza e pian piano esclusiva&#8230; diventerebbe simile alla citt\u00e0\u00a0 di Sodoma, il cui peccato per il quale fu distrutta, fu proprio quello di non accogliere lo straniero e rifiutare Dio nel prossimo.<br \/>\nOk&#8230; sono pronto ancora a partire, anche se esser missionari del Vangelo non \u00e8 mai facile e mi mette continuamente di fronte alle mie limitazioni. Ma sento anche che se non accettasi questo invito di partire ad annunciare Ges\u00f9, la mia vita sarebbe davvero a rischio di involuzione e chiusura, e diventerebbe assai pi\u00f9 triste.<br \/>\nE poi so che prima ancora di qualsiasi cosa faccia &#8220;il mio nome \u00e8 scritto in cielo&#8221;: il mio nome, quello che sono e cos\u00ec come lo vivo, sono gi\u00e0\u00a0 in Dio, ancora prima dei miei meriti.<\/ul>\n<p><\/strong><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 4 luglio 2010 In quel tempo, il Signore design\u00f2 altri settantadue e li invi\u00f2 a due a due davanti a s\u00e8 in ogni citt\u00e0\u00a0 e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: \u00abLa messe \u00e8 abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perch\u00e8 mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, n\u00e8 sacca, n\u00e8 sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. 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