La via per il cielo è la strada in terra

DOMENICA 20 maggio 2012
Ascensione del Signore

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
(dal Vangelo di Marco 16,15-20)

“Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?”
E’ con questa frase che sono scossi gli apostoli, rimasti a contemplare il cielo dove Gesù è salito dopo averli istruiti. Il racconto di Luca nel libro degli Atti degli Apostoli (la prima lettura di questa domenica) si apre con il racconto dell’Ascensione e rimarca quest’atteggiamento di momentanea “paralisi” degli apostoli, che sembrano non sapere cosa fare. Luca in seguito racconterà della discesa dello Spirito Santo (la Pentecoste) che guarirà definitivamente lo stallo della prima comunità mettendola in un perpetuo moto missionario.
L’evangelista Marco ha un racconto simile alla fine del suo Vangelo. Non parla degli apostoli che rimangono a guardare il cielo, ma li presenta mentre subito si mettono ad annunciare il Vangelo dappertuto. La particolarità è che Marco scrive “…mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano”.
Ma non se ne era andato? Non era in cielo? Il Signore c’è o non c’è?
E allora cosa significa per noi oggi “non rimanere a guardare il cielo”?

    In questi giorni sono a Roma per un convegno di preti. Ho avuto il grande dono di poter incontrare un prete eccezionale, di cui ho sempre sentito parlare molto e la cui modalità di essere e fare il prete è per me molto stimolante e di esempio: don Luigi Ciotti.
    Prete da 40 anni, era ancora seminarista quando ha iniziato ad occuparsi della strada, e specialmente di quelle esperienze di strada dove l’umanità è più emarginata e sofferente: prostituzione, povertà, mafia…
    Don Luigi non ha tenuto una lezione teorica (ripeteva continuamente di avere solamente la laurea in “scienze confuse”), ma ha raccontato la sua esperienza ricca di incontri che lo hanno man mano guidato e fatto crescere come uomo, come credente e come prete. Ci ha parlato di vescovi e altri preti che lo hanno sostenuto e di tanti poveri che lo hanno introdotto in realtà umane di sofferenza che non conosceva.
    Ci ha portato l’esperienza ancora viva di uomini di chiesa e di laici che con la loro testimonianza hanno evangelizzato e ancora oggi, anche se non più vivi, evangelizzano : don Tonino Bello (vescovo pugliese), don Peppino Diana (vittima della mafia), don Carlo Carla, Ferruccio Castellano, il giudice Livatino… Sono tutte persone che sulla strada dell’umanità hanno incontrato Dio. E le strade degli uomini non sono mai come la Walk of Fame di Los Angeles, con incise le stelle dei divi del cinema, bella liscia e luminosa. Le strade vere dell’umanità sono tortuose, ricche di buche e oscurità, tratti belli che improvvisamente diventano in salita e difficili. Le strade degli uomini non sono mai come “dovrebbero essere” secondo le indicazioni spesso troppo rigide e astratte di tante morali (anche quella della Chiesa), ma hanno percorsi lunghi e diversi da persona e persona.
    Ma è su queste strade che noi incontriamo Gesù, e non “guardando il cielo”.
    Gesù sale con il suo corpo risorto e non è più visibile nella forma umana così come è raccontata nel Vangelo. Ma lui continua ad esserci con noi, ovunque siamo e ovunque portiamo il suo messaggio.
    Don Luigi ha concluso il suo intervento-testimonianza con una frase: “per trovare Dio bisogna cercare le persone”.
    E’ sulla strada concreta e quotidiana delle persone che trovo la strada del cielo. E’ nelle storie delle persone che ritrovo la storia di Dio e la mia via per conoscerlo. E’ nelle persone, qualsiasi esse siano, che posso servire e amare Dio.
    Spero davvero di trovare anche io nel mio cammino, chi mi sa scuotere e richiamare se mi perdo a cercare Dio fuori dal mondo, in rifugi spirituali disincarnati…
    Spero davvero di poter trovare Gesù e di sentirlo accanto in qualsiasi strada personale o di altri io mi metta a percorrere.

Giovanni don

…e anche un pensiero mariano (nel mese di maggio)

  1. Nica
    maggio 18th, 2012 at 14:20 | #1

    Camminando s’apre cammino.

    Viandante, sono le tue orme
    la strada, nient’altro;
    Viandante, non sei su una strada,
    la strada la fai tu andando.
    Mentre vai, si fa la strada
    e girandoti indietro
    vedrai il sentiero che mai
    più calpesterai.
    Viandante, non hai una strada,
    ma solo scie nel mare.

    Caminante, no hay camino,
    se hace camino al andar.
    A. Machado

  2. Clotilde
    maggio 19th, 2012 at 14:58 | #2

    Per l’ennesima volta ti dico grazie, don Giovanni. Sei ancora a Roma? Se ti guardi intorno, di buche nelle strade ne vedi molte, come anche di persone da incontrare, provenienti da ogni parte del mondo.
    La giornata di domani offrirà a chi è a Roma una grande occasione di incontro di festa che coinvolge persone delle lingue e delle culture più diverse: la 21^ Festa dei Popoli, nella piazza e nella Basilica di S. Giovanni in Laterano.
    Info http://www.baobabroma.org
    E’ un invito? direi proprio di si! Un invito ad aprire gli occhi per vedere un intreccio di strade diverse grande come il mondo e che coinvolge tutta l’umanità, grazie a Dio, chiedendoci di non assolutizzare la nostra esperienza e il nostro modo di vedere le cose: finiremmo, anche involontariamente, col fare male a qualcuno.
    Buona Solennità dell’Ascensione a tutti!

  3. Francesco B
    maggio 20th, 2012 at 22:40 | #3

    “… secondo le indicazioni spesso troppo rigide e astratte di tante morali (anche quella della Chiesa)”

    … della Chiesa??? Ma cosa avrà voluto dire?

    “per trovare Dio bisogna cercare le persone”.

    Ah! Ecco! …. ora è chiaro a chi si riferisce!
    😀

    “Spero davvero di trovare anche io nel mio cammino, chi mi sa scuotere e richiamare se mi perdo a cercare Dio fuori dal mondo, in rifugi spirituali disincarnati…”

    Tranquillo Don.
    Vedrai che il Signore ti metterà sempre accanto qualcuno che ti avverte quando smetterai di cercare Dio per cercare gratificazioni personali immediate.

    Ma … come te, questa è una tentazione che può toccare a tutti noi!
    Tu anzi sei più aventi, perchè già chiedi qualcuno che ti scuota, sei quindi conscio del pericolo.
    (Anche se indichi un pericolo che … non c`è pericolo che tu corra 😀
    Mentre non indichi l’opposto dove invece il pericolo, in questo mondo secolarizzato, dove “va bene l’umanesimo, … ma non dite il perchè lo fate”* è molto più concreto).

    Ma il problema, per tutti, resta:
    Saremo in grado di ascoltare queste persone che il Signore, per mille strade, ci ha messo accanto?

    *) Considerazione che ci è stata riferita da chi dirige il Cottolengo, quando gli capita di esprime le ragioni contro l’eutanaisa, … così viene messo a tacere.

    **) PS. Ovviamente chi passa la vita ad accudire amorevolmente i poveri anziani del Cottolengo, non è così noto come Don Ciotti … carismi diversi si dirà …
    [Matteo 6, 1-6]

  4. Dario
    maggio 21st, 2012 at 07:47 | #4

    … don Giovanni…!
    Per carità!! Fatti una carità!! Fatti la carità!!
    Ti perdi, se cerchi Dio nel mondo!!!
    Cerca, invece, il mondo in Dio!!!
    Dio non è un rifugio spirituale disincarnato!?! Dio è la Carne di cui hai celebrato ieri l’Ascensione al Cielo alla Destra del Padre.
    Dio nel mondo è CRISTO E SOLO CRISTO.
    Per vedere l’immagine di Dio nell’Uomo si deve guardare Dio e cercare in Lui ciò che posso cercare nell’Uomo. Se guardo l’Uomo, cerco nell’Uomo ciò che posso cercare in Dio… e mi perdo!
    Il primo percorso innesca la Carita’, il secondo il Giudizio!
    Con il primo percorso guardo nel Dio Assoluto l’uomo relativo, col secondo guardo nell’uomo relativo il Dio che diventa ancor più relativo, perchè alla relatività dell’uomo che guardo, si aggiunge la mia relatività che guarda.
    Ed infine mi chiedo: Nel convegno di “preti” a cui hai partecipato si è parlato di carità o di giudizio? Con la mia relatività, nella parola “prete” ho letto un giudizio, e te lo dico per rimettere il mio giudizio nelle tue mani, così che la tua smentita me lo trasformi in carità.
    Dario

  5. Giuseppe
    maggio 22nd, 2012 at 08:59 | #5

    “Sono tutte persone che sulla strada dell’umanità hanno incontrato Dio. E le strade degli uomini non sono mai come la Walk of Fame di Los Angeles, con incise le stelle dei divi del cinema, bella liscia e luminosa. Le strade vere dell’umanità sono tortuose, ricche di buche e oscurità, tratti belli che improvvisamente diventano in salita e difficili”. E’ vero, don Giovanni. Lasciando passare una metafora ciclistica (non per niente siamo in pieno Giro), Dio ci vuole “scalatori” e non “passisti”, perchè le strade che portano alla Salvezza sono in salita e con pendenze “proibitive”. Ma abbiamo a disposizione per affrontare tali salite il “rapportino”. E tale rapportino non è nient’altro che Gesù. Seguire Lui significa arrivare alla meta e neanche la salita più ripida ci potrà spaventare. Però bisogna avere Fede. E quindi bisogna pregare incessantemente affinchè questo meraviglioso Dono aumenti sempre di intensità in noi stessi. Perchè solo così possiamo scalare la difficile e, allo stesso tempo, stupenda montagna della Vita. Che il Signore accresca sempre in noi la Fede.

  6. Francesco B
    maggio 29th, 2012 at 08:08 | #6

    «Tanti battezzati – ha detto il Papa – hanno smarrito identità e appartenenza: non conoscono i contenuti essenziali della fede o pensano di poterla coltivare prescindendo dalla mediazione ecclesiale. E mentre molti guardano dubbiosi alle verità insegnate dalla Chiesa, altri riducono il Regno di Dio solo ad alcuni grandi valori».

    «In un tempo nel quale Dio è diventato per molti il grande Sconosciuto e Gesù semplicemente un grande personaggio del passato, non ci sarà rilancio dell’azione missionaria senza il rinnovamento della qualità della nostra fede e della nostra preghiera».

    …. parole Sante!

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