la vera casa di Dio

chi va in chiesa (colored)
DOMENICA 5 maggio 2013
sesta di Pasqua

In quel tempo, Gesù disse :
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».
(dal Vangelo di Giovanni 14,23-29)

Qualche tempo fa un amico è venuto a trovarmi in parrocchia. Lui appartiene ad un’altra confessione cristiana, quella ortodossa, che ha una tradizione dal punto di vista dei riti e anche dei luoghi di culto, molto diversa dalla nostra, pur avendo in comune le basi fondamentali della fede in Gesù. E’ quindi comprensibile che appena da lontano ha visto la chiesa e soprattutto quando è entrato, non sia stato capace di trattenere un giudizio negativo e diverse critiche, riassumibili più o meno in questa affermazione: “Dio non abita in un posto così brutto e spoglio”.
E’ vero, la mia chiesa non è certamente come la stupenda basilica romanica di San Zeno a Verona e neanche come una stupefacente chiesa barocca siciliana; la mia chiesa moderna, finita di costruire appena 25 anni, fa non ha nemmeno lontanamente la suggestione di una antica chiesa orientale, dove tra le innumerevoli icone , candele e fumi d’incenso, si sente “fisicamente” una presenza di sacralità che porta a Dio.
Molti cristiani cattolici, difensori della Tradizione (almeno così si autodefiniscono) contestano la riforma liturgica portata dal Concilio Vaticano secondo, perché secondo loro è stato il colpo di grazia nella società attuale, nel distruggere la sacralità delle nostre chiese, che per i secoli sono state ritenute i veri luoghi dove poter “stare con Dio” e “poterlo incontrare”. E vero che negli ultimi 50 anni, dal post concilio in poi, sono state costruiti molti edifici liturgici brutti, e sembra che l’antica e fiorente alleanza tra artisti e Chiesa, che nei secoli ha prodotto opere meravigliose, si sia persa forse per sempre…
Ma è proprio questo quello che ci insegna il Vangelo? E’ proprio questo l’insegnamento che i primi discepoli hanno raccolto dalle parole stesse del loro maestro, e che è stato poi fissato nel Vangelo che leggiamo dentro le nostre chiese, belle o brutte che siano?
“Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. Queste parole molto chiare di Gesù mi spingono a cambiare la direzione dello sguardo dalle pareti dell’edificio alle persone e in particolare verso me stesso.
Gesù frequentava il Tempio di Gerusalemme, e con lui anche i suoi discepoli. Il Tempio, ritenuto una delle meraviglie del mondo antico, era considerato il luogo vero della dimora di Dio in terra, e la sua liturgia era tutta incentrata sulla sacralità del luogo. Questo comportava che nessuno, se non pochi sacerdoti, potesse entrare nel luogo più interno (il Santo dei Santi); e tutta una serie di regole e restrizioni religiose tendevano sempre più a dare l’idea che a Dio ci si arriva faticosamente e solo in certi rarissimi casi e con particolari meriti…
Gesù proprio a partire da questa tradizione, opera in se stesso la rivoluzione di Dio: non in un luogo di mattoni e pietra abita Dio, ma nella sua comunità, in tutti coloro che ascoltano la sua parola e lo amano. Dio abita proprio li, e li, cioè nell’uomo, lo possiamo incontrare.
Non è una rivoluzione da poco questa iniziata da Gesù 2000 anni fa, una rivoluzione che è ancora in atto e che forse non è ancora pienamente compiuta anche dentro di noi.
Al mio amico che criticava la mia chiesa non ho risposto con una critica alla sua chiesa e tradizione. Non gli ho potuto dare ragione, perché amo la mia chiesa e la sento come luogo caro. Ma ho pensato che in fondo non sono chiamato a preoccuparmi principalmente delle pareti fisiche della mia chiesa, ma a fare la mia parte perché sia bella e decorosa la dimora vera di Dio, che è la mia comunità parrocchiale, di cui anche io sono una piccola parte.
Ascoltare la parola di Gesù, metterla in pratica e in questo modo amare Dio: questo rende la comunità dei cristiani il luogo più bello del mondo, dove il Signore si sente a casa… in qualsiasi luogo del pianeta, anche privo di navate, campanili, quadri, candele, incensi…

Giovanni don

  1. maggio 5th, 2013 at 08:29 | #1

    Un bel commento alla liturgia di oggi che condivido pienamente
    Andrea

  2. Umberto
    maggio 5th, 2013 at 14:09 | #2

    Dio e belleza. Tutte le nostre case, la nostra figura, le nostre citta… dovrebbero essere belle, puliite, pulcre se veramentevcristisne… questo non vulo dire lussusse assolutsmente. Caro amico, siamo aperti alle critiche giustsmente perche amiiamo la nostra Chiesa Cattolica Romana.

  3. Esaki
    maggio 5th, 2013 at 18:49 | #3

    Torri di cemento armato, hangar disadorni, fortini di mattoni, garage grigiastri, piramidi di marmo, tetti senza forma, pareti sbilenche, trapezi, navate in stile autostrada, aule-bunker. Che fatica pregare dentro questi ecomostri, in ginocchio davanti a crocifissi stilizzati e a madonne senza volto!
    In nome di un eccessivo funzionalismo troppo spesso si sacrificano le vere necessita’ dei luoghi di culto: perché quegli enormi altari che mortificano lo spazio? E quelle fonti battesimali costruite cosi’ nel bel mezzo delle chiese? Per non parlare del povero tabernacolo, confinato in un cantuccio, a volte sembra quasi un optional! No, queste brutture non possono essere le dimore del Corpo di Cristo. Ha ragione da vendere l’amico ortodosso. Don Giovanni ricorda cosa diceva San Francesco d’Assisi? Il poverello pur obbligando i suoi frati alla massima povertà, voleva che nelle chiese vi fossero oggetti preziosi. Nella prima lettera ai custodi scrive: «Vi prego, più che se riguardasse me stesso, che, quando vi sembrerà conveniente e utile, supplichiate umilmente i chierici di venerare sopra ogni cosa il santissimo corpo e sangue del Signore nostro Signore Gesù Cristo e i santi nomi e le parole di lui scritte che consacrano il corpo. I calici, i corporali, gli ornamenti dell’altare e tutto ciò che serve al sacrificio, devono essere preziosi. E se in qualche luogo trovassero il santissimo corpo del Signore collocato in modo miserevole, venga da essi posto e custodito in un luogo prezioso, secondo le disposizioni della Chiesa, e sia portato con grande venerazione e amministrato agli altri con discrezione».

    Sicuramente la fede non c’entra con l’aspetto estetico e materiale di una chiesa, come diceva Gesù, non servono i templi, perché la fede si esprime nella vita di tutti i giorni. Però quando mi capita di vedere o di entrare in una chiesa orrida, mi sento distratto e mortificato da tanta bassezza. Mi sembra proprio una mancanza di rispetto verso i credenti e verso il buon gusto che la Chiesa ha insegnato in tanti secoli.

  4. cristina
    maggio 5th, 2013 at 20:23 | #4

    Nel commento al vangelo della VI domenica di Pasqua lei ha giustamente scritto: Ascoltare la parola di Gesù, metterla in pratica e in questo modo amare Dio: questo rende la comunità dei cristiani il luogo più bello del mondo, dove il Signore si sente a casa… in qualsiasi luogo del pianeta, anche privo di navate, campanili, quadri, candele, incensi…

    ma il Vangelo parla al singolare è giusto quindi pensare e dire che se lo amo, osservo la sua parola lui abita in me o dirlo è presunzione?

    Un caro saluto,
    Cristina

  5. Francesco B
    maggio 6th, 2013 at 08:07 | #5

    Il commento è più sull’architettura che sullo spazzare il “pane della parola”.
    Lascio quindi agli architetti il commento.

    Io dirò 2 parole sulla vignetta.

    A rigor di logica la preoccupazione di Gesù dovrebbe essere anche verso chi fa dire cose a Gesù che non ha mai detto.
    Verso chi sbeffeggia chi va in Chiesa e poi non si comporta da cristiano, riducendo così tutto il cristianesimo e gli insegnamenti di Gesù in semplici leggi di comportamento. Appiattendo il Messaggio alla sola morale.

    Come non scorgere verso chi va a messa un segno di Amore verso Gesù?
    Pur consci dei propri limiti e dei propri peccati …
    ma proprio i malati hanno bisogno di Gesù!

    Invece sembra (dalla vignetta) l’esatto opposto.
    Il sottinteso è che chi va a messa sono i buoni e “fuori” i malati!
    La battuta e che Gesù da degli ipocriti a chi va a messa!

    E dovrebbe far ridere?!

    Certo che con una pastorale del genere che sottintende che a messa ci vanno solo i “buoni” allora non stupiamoci se le chiese sono sempre più vuote.

    A mio avviso per “fare la mia parte perché sia bella e decorosa la dimora vera di Dio, che è la mia comunità parrocchiale, di cui anche io sono una piccola parte.”
    occorre seguire l’insegnamento di Papa Francesco:
    ricordando che Gesù sempre ci aspetta per perdonarci … siamo noi a non andare da lui a chiedere perdono.
    Ecco che si ha avuto un impennata delle confessioni anche da chi si era allontanato ….

    Certo: basta smetterla di demonizzare chi va in chiesa per accogliere le persone!

    Francesco

  6. Esaki
    maggio 6th, 2013 at 10:23 | #6

    Bravo Francesco B, la penso allo stesso modo. Come diceva Oscar Wilde: ”La Chiesa cattolica è per i santi e i peccatori; per le persone rispettabili va benissimo quella anglicana”.
    Fino a prova contraria, in Italia di anglicani ce ne sono ben pochi.

  7. Dario
    maggio 7th, 2013 at 10:58 | #7

    Sbagliano i “molti cristiani cattolici, difensori della Tradizione (almeno così si autodefiniscono)” che “contestano la riforma liturgica portata dal Concilio Vaticano secondo” e sbagliano anche i molti cristiani cattolici che difendono la riforma del Concilio Vaticano secondo perchè avrebbe riformato la liturgia allontanandola dalla Tradizione.
    Sbagliano entrambi!!!
    Perchè la riforma della liturgia che vedete sparsa in giro e la sua interpretazione architettonico artistica NON E’ CONCILIO VATICANO II ma lo shunami che lo ha seguito.
    LEGGETE LE COSTITUZIONI CONCILIARI e non le interporetazioni delle interpretazioni delle interpretazioni delle interpretazioni successive.
    Seguite questo video e saprete cosa dice la Chiesa.
    http://www.youtube.com/watch?v=mnpUoTwWnyc
    Don Giovanni! La tua chiesa è spoglia? non fa niente. Il brutto sta nel fatto che la bellezza possibile non è stata prevista e allora ci si sforza di dire che la bruttezza è bellezza, per esorcizzare la mancanza di risorse. E invece prepariamo “lo spazio” alla Bellezza! Poi nei secoli le risorse verranno. E ora, almeno godiamoci questa possibilità e non la rinuncia perenne.

  8. Giuseppe
    maggio 9th, 2013 at 20:46 | #8

    “Ascoltare la parola di Gesù, metterla in pratica e in questo modo amare Dio: questo rende la comunità dei cristiani il luogo più bello del mondo, dove il Signore si sente a casa… in qualsiasi luogo del pianeta, anche privo di navate, campanili, quadri, candele, incensi…” E’ vero, don Giovanni. Queste tue parole mi fanno venire in mente un episodio di un film di Don Camillo (quelli di Fernandel e Gino Cervi), dove Don Camillo, parlando con il Crocifisso dell’Altar Maggiore contestava il gemellaggio appena stipulato del suo comune con un comune dell’Unione Sovietica, in quanto quest’ultimo era composto da cosiddetti “senza Dio”. Il Crocifisso rispondeva: “Don Camillo, in tutto l’Universo non esiste un granello di sabbia dove Dio non sia presente”. Questa battuta del film vale 1000 lezioni di catechismo. Dio è ovunque nel mondo, è nel fratello che ti è accanto, è in tua madre, è in tuo padre, è nel tuo miglior amico, è nel tuo peggior nemico, è in te. “Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”, Matteo 18,20. Ricordiamocene sempre!!!!!!!!!!!

  9. Francesco B
    maggio 10th, 2013 at 07:14 | #9

    @Giuseppe
    Bravo Giuseppe, non ci sono posti in cui Dio non può esserci.
    Anche in chiese disadorne, (prive di una attenzione popolare verso il sacro)
    anche in chiese protestanti dove anche li si può dire che si “Ascolta la parola di Gesù, per metterla in pratica” … ma anche non in chiesa … anche nei campi di sterminio come ci ha mostrato San Padre Kolbe.

    Ricordiamocene, non solo quando si tratta di mostrare a tutti gli errori dottrinali dei nostri fratelli tradizionalisti o degli ortodossi, ma anche quando vediamo scritti del tipo “Gesù non è qui”.
    http://www.gioba.it/?p=1762

    Ricordiamocene.

  10. Dario
    maggio 12th, 2013 at 05:58 | #10

    Al prossimo trasloco, appendiamo al soffitto una lampadina, lasciamo bianche le pareti, posiamo a terra le panche, sistemiamo una branda a testa, l’acquaio, il fornello, la dispesa, tre vestiti d’inverno e tre d’estate, e basta. E poi invitiamo i nostri amici a vedere quanta è bella la nostra casa, com’è accogliente, calda, amorevole, e ci si sta bene insieme, come ci si conversa piacevolmente, com’è bello tornarci.
    Come disturbano lampadari, tende, quadri, divani, poltrone, librerie, forni, frigoriferi, stucchi, rubinetterie disegnate, pistrelle firmate, water colorati, docce ed idromassaggi…

  11. Dario
    maggio 17th, 2013 at 15:30 | #11

    Sempre a proposito del Concilio Ecumenico Vaticano II e delle sue interpretazioni successive ecco una voce che descrive anche i passaggi intermedi: una voce autorevole, credo, il Cardinale Giacomo Biffi.
    http://www.papalepapale.com/strega/?p=1292

  12. Giuseppe Drago
    dicembre 22nd, 2013 at 16:38 | #12

    Gesù ci aveva promesso il regno di Dio ma è arrivato il regno dei preti!
    Sempre eternamente fra le scatole, televisioni e stampa invase diuturnamente da costoro! Pare proprio che non ci si possa salvare (post mortem,si capisce!)senza l’inestinguibile pervasione di questa gramigna di sensali di salvezza! “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana. Ma sul primo ho ancora dei dubbi.( A.Einstein)- Ancora, l’immenso gregge di letterali cretini si china davanti ad un dio inventato ed ingrassa una pletora mostruosa di preti (falsamentre asessuati e schivi verso lussi e benessere), disquisendo per una vita intera sulle più false e manipolate scritture che l’umanità si ritrova.
    In queste giornate di recitata bonomia, si legga “Storia criminale del cristianesimo – Ariele editore- Forse qualche anima pia potrà uscire dalla concupiscenza dei misteri indotti dai discendenti di 5 secoli di santa rosticceria! Buon Natale, ma per il sole che rinasce proprio il 25 dicembre: volendo è lui l’unico vero “dio” della vita!

  13. dicembre 22nd, 2013 at 19:00 | #13

    Salve Giuseppe… non posso nascondere che le parole del tuo intervento nel mio blog sono molto forti e disturbanti, che avverto personalmente come offensive. Non credo sia giusto dare dei cretini a coloro che credono e definire i preti come una pletora mostruosa. Non si è tenuti a credere nella Scritture ma nemmeno bollarle facilmente come false e manipolate. MI sembra un giudizio affrettato e alquanto cretino. Quello che è stato prodotto a livello culturale e artistico nella storia della cristianità in Italia e in Europa e anche nel resto del mondo non penso sia solo sterco…

  14. Francesco B
    dicembre 23rd, 2013 at 08:50 | #14

    “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana. Ma sul primo ho ancora dei dubbi.
    ( A.Einstein)

    A.Einstein ha vissuto il nazismo. Ovvero quando una certa popolazione si ergeva a giudice sulle altre e pretendeva di dire chi doveva vivere e chi no, chi ne era degno e chi no, …

    Ancora oggi, ogni 5 minuti di orologio, un essere umano, per il solo fatto di essere cristiano, viene ucciso.

    … si: grande è la stupidità umana ….

    Solo un Amore infinito può decidere di sacrificare la propria vita per essa.
    Chi altri lo farebbe?
    Tu Giuseppe lo faresti?

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