Siamo tutti uomini e donne di Dio

Giovanni Battista e mazzette (colored)
DOMENICA 14 dicembre 2014
terza di Avvento

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
(dal Vangelo di Giovanni 1,6-8.19-28)

Uomini di Dio…
Con questo titolo nel 2010 esce un film che narra la vicenda dei monaci francesi del monastero di Tibhirine (Algeria) assassinati nel marzo del 1996, durante gli anni di lotta sanguinosa che ha caratterizzato l’Algeria negli anni 90 tra moderati e fondamentalisti islamici.
I sette monaci erano consapevoli del pericolo che cresceva attorno al monastero, ma nonostante gli inviti ad andarsene, rimasero accanto alla popolazione locale come aiuto concreto e segno di speranza.
Giovanni Battista ci è presentato come uomo di Dio, mandato da lui per dare testimonianza di luce, in un contesto storico e religioso caratterizzato allora dalle tenebre e dalla lontananza da Dio.
Nel racconto che fa l’evangelista, le tenebre si presentano sotto forma di inviati da parte delle autorità religiose del tempo che vengono ad interrogare questo personaggio che predica la conversione e pratica un battesimo di purificazione. Dicono di volerlo interrogare ma in realtà è chiaro che vogliono spegnere quel primo segnale di luce che si sta accendendo e che sarà pieno con Gesù.
Giovanni è un uomo mandato da Dio e non mandato da se stesso o da qualche potere umano forte con interessi politici od economici.
Il compito di Giovanni è accendere speranza e indicare quando, come e dove dirigersi per poter conoscere quella luce interiore e storica che è Gesù. E la sua missione è subito messa a confronto con gli ostacoli e le difficoltà che vengono proprio da dove invece ci si aspetterebbe in contrario, cioè dalle autorità religiose che avevano anch’esse il compito di indicare la via di Dio, ma in realtà non la conoscono e non permettono ad altri di cercarla e percorrerla. Giovanni infatti dice proprio a questi farisei e leviti “in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete…”
Siamo vicini al Natale, festa che anche in tempo di crisi è caratterizzata da molte luminarie e luci artificiali per le strade e in casa. Anche nelle chiese le quattro lampade dell’Avvento si accendono sempre più man mano che ci si avvicina alla solennità del 25 dicembre.
Davanti a tutti questi segni materiali di luce, ci dobbiamo domandare se siamo pronti ad accogliere la luce vera che è Gesù. Siamo pronti a riconoscerlo presente e luminoso oppure siamo dalla parte delle tenebre, come i farisei e leviti del tempo di Giovanni Battista?
Siamo disposti ad essere anche noi testimoni di luce mandati da Dio come lo è stato Giovanni Battista e come lo sono stati innumerevoli testimoni dopo di lui, come anche i monaci di Tibhirine?
Le tenebre sono davvero tante anche oggi, con i fatti di cronaca che parlano di violenza e morte, con il degrado della vita politica, con la mancanza di speranza nel futuro per giovani e famiglie senza lavoro, con la violenza degli integralismi religiosi e con la violenza delle armi che invece di spegnere la violenza sembrano attizzarla sempre di più. Ci sono tenebre dentro le nostre famiglie quando c’è divisione, non ascolto, non sostegno nelle difficoltà. Ci sono tenebre anche nella comunità cristiana, quando non c’è vera comunione e tutta l’esperienza religiosa si riduce a qualche tradizione esteriore che non cambia la vita…
Le tenebre sono potenti, ma Dio continua a mandare suoi inviati per dare testimonianza alla luce, a Gesù. E questi uomini di Dio siamo tutti noi, specialmente noi battezzati nel nome di Gesù.
Dal momento che simbolicamente abbiamo acceso, o qualcuno ha acceso per noi, quella piccola candela il giorno del battesimo, con quelle semplici parole “ricevi la luce di Cristo…”, siamo stati inviati a non tenerla nel cassetto, ma a portarla al mondo e specialmente dove c’è più oscurità e notte.

« Se mi capitasse un giorno (e potrebbe essere anche oggi) di essere vittima del terrorismo che sembra voler coinvolgere ora tutti gli stranieri che vivono in Algeria, vorrei che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia vita era donata a Dio e a questo paese… Che sapessero associare questa morte a tante altre ugualmente violente, lasciate nell’indifferenza dell’anonimato. »
(Dal Testamento spirituale del Padre Christian de Chergé, monaco assassinato a Tibhirine nel 1996)

  1. dicembre 15th, 2014 at 08:54 | #1

    IL Vangelo mi interroga sul mio cammino. Sei pronto ad accogliere e a riconoscere la vera luce, che è Cristo ? Sei disponibile a riflettere Cristo ,LUCE del mondo? Sei donna di Dio? Il mio cuore risponde di SI, ma le tenebre sul mio cammino quotidiano mi fanno paura e creano dei dubbi e inoltre il linguaggio tra i fratelli cristiani che si definiscono entrambi cattolici che si schierano con il Papa Francesco o contro il Papa Francesco mi spiazza e mi blocca più delle tenebre che ci sono nel mondo ateo e lontano dal Signore. Gesù aiutami, illuminami e mandami lo Spirito Santo per guidarmi sul giusto sentiero.

  2. Giuseppe
    dicembre 16th, 2014 at 09:35 | #2

    “Le tenebre sono potenti, ma Dio continua a mandare suoi inviati per dare testimonianza alla luce, a Gesù. E questi uomini di Dio siamo tutti noi, specialmente noi battezzati nel nome di Gesù”. Vero, don Giovanni. In un altro passaggio del Vangelo Gesù ci dice esplicitamente di essere Sale e Luce del Mondo. Dobbiamo tutti noi dare il nostro contributo a “stenebrare” il luogo dove viviamo, l’ambiente dove viviamo, le persone che viviamo. Certo, molti potrebbero pensare, leggendo questo commento: “Belle parole, ma poi praticamente?”. Ecco, praticamente. Facciamo in modo – cominciando da me in primis – che questo avverbio di modo non rimanga lettera morta, ma sia un avverbio del fare. Un avverbio che ci spinga a dare tutti il nostro contributo per illuminare il mondo. Che il Signore ci faccia diventare tanti “praticamente”.

  3. Francesco B
    dicembre 17th, 2014 at 16:52 | #3

    Questo tipo di domanda ricorre altre volte.
    “Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?»”

    Perchè chiedono ad una persona se è Elia?
    Anche di Gesù la gente diceva che era Elia …

    Ma gli ebrei credevano (o credono) nella reincarnazione?

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