Siamo pastori o mercenari?

buon pastore profughi (colored)
DOMENICA 26 aprile 2015
Quarta di Pasqua

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
(dal Vangelo di Giovanni 10,11-18)

Il barcone pieno di immigrati che sbandando sotto la guida di un trafficante di esseri umani, affonda senza che la quasi totalità di coloro che sono a bordo possa salvarsi, non è solo la descrizione dell’ultima terribile tragedia della povertà, ma è anche una terribile metafora della nostra società europea.
L’Europa in questi giorni appare davvero come un barcone pieno di noi europei che rischia di affondare con tutti i nostri valori e la nostra storia, nel mare di egoismo e interessi che crea onde altissime e minacciose.
Si sta facendo qualcosa per il numero sempre maggiore di profughi che schiavizzati sono ingannati e poi costretti a salire su gommoni fragili e pescherecci malandati verso l’Europa, ma è ancora troppo poco.
Nel Vangelo Gesù si autodefinisce il “buon pastore”, che tradotto meglio è “l’unico vero pastore”, che non solo si prende cura delle pecore che conosce personalmente, ma addirittura dà la sua vita per loro. Gesù non è una delle tante guide, ma è “la guida” sicura del popolo che cerca una strada che porta a Dio e verso i fratelli.
E il “buon pastore” è contrapposto al mercenario, che fa il lavoro del pastore ma non guidato da sentimenti positivi se non quelli proprio guadagno. Al mercenario non importa delle pecore e alla prima difficoltà fugge.
E qui ritorna secondo me in modo drammatico una metafora della nostra Europa, e di noi europei. Molte volte ci è stato detto che l’unità economica era solo un primo passo verso una unità più profonda e vera, ma questo passo non sembra esser stato fatto, e la nostra comunità continentale è di fatto solo sulla base degli interessi economici e non di quelli umani e di solidarietà. Le crisi internazionali, le guerre e violenze in Africa e in Medioriente, spingono migliaia di poveri uomini e donne a fuggire verso porti più sicuri, ma noi sembra siamo più preoccupati di chiudere le frontiere, bloccare i barconi e difenderci nei nostri interessi.
E’ questa l’Europa dalle radici cristiane? E’ questo il buon pastore Gesù che noi cristiani dovremmo rappresentare oggi? O piuttosto siamo come dei mercenari e con la mentalità del mercenario che fa tutto solamente se ha un guadagno immediato e tangibile?
Penso che l’immagine di Gesù buon pastore, vero pastore che dona la vita, diventi una provocazione per noi cristiani di oggi, per riscoprire la nostra vocazione alla cura del prossimo e del più debole, pronti anche a perdere qualcosa senza guadagnare nulla se non la cosa più importante, il fratello e la sorella che prendiamo sulle nostre spalle come Gesù.
Giovanni don

  1. Francesco B
    aprile 27th, 2015 at 08:10 | #1

    “E’ questa l’Europa dalle radici cristiane?”

    Bellissimo commento e testo e vignetta.
    Il nocciolo è proprio la domanda che poni.
    La domanda è retorica: ovviamente la risposta è no.
    Ed è no, perché abbiamo voltato le spalle a Dio, l’abbiamo allontanato da noi, dalle nostre istituzioni che devono essere laiche, intendendo con laiche non fatte da noi laici, ma ma atei, da senza Dio.
    Ed ecco che viene lo stato che viene!
    Uno stato senza Dio è uno stato senza rispetto per le sue creature, senza rispetto per l’uomo che Egli ama.
    Mille esempi:
    – aborto: se voltiamo le spalle ad un bimbo che ci chiedere solo di accoglierlo, come possiamo accogliere l’immigrato?
    – divorzio (lampo o meno): se non aiutiamo la famiglia a rimanere come Dio l’ha pensata ma la tentiamo con la scorciatoia dello “sfasciamo tutto”, come possiamo pensare che si possa insegnare il senso di responsabilità, verso di se e verso gli altri
    – LGBT nelle scuole: questo è ciò a cui pensano i nostri politici nell’emergenza educativa!
    – eutanasia: così accogliamo chi è malato?

    L’accoglienza ai migranti sui barconi sono solo la logica conseguenza di un processo che non abbiamo voluto vedere, o non ce ne siamo curati, o peggio, abbiamo appoggiato in molti modi diretti o indiretti.

    Chi è senza peccato?

  2. Giuseppe
    aprile 28th, 2015 at 08:42 | #2

    “Penso che l’immagine di Gesù buon pastore, vero pastore che dona la vita, diventi una provocazione per noi cristiani di oggi, per riscoprire la nostra vocazione alla cura del prossimo e del più debole, pronti anche a perdere qualcosa senza guadagnare nulla se non la cosa più importante, il fratello e la sorella che prendiamo sulle nostre spalle come Gesù”. Cosa altro aggiungere a queste tue parole, don Giovanni? Negli anni scorsi si è fatta una vera battaglia per inserire le “radici cristiane dell’Europa” nella Costituzione Europea. Una battaglia vinta, però solo per salvare la forma e per scrivere quelle parole “nero su bianco”. Alla prima occasione per dimostrare con i fatti la validità di quelle parole, l’Europa si sta sciogliendo come neve al sole. Che il Signore illumini tutti i “potenti” del Vecchio Continente. Ricordiamoci sempre che la Terra non è nostra, ma ci è stata data da Dio in “comodato d’uso gratuito”. Non scordiamocelo mai.

  3. Francesco B
    maggio 5th, 2015 at 08:16 | #3

    @Giuseppe
    Perdonami ma … “Una battaglia vinta”????
    In quale europa? Forse in quella che sta su utopia 🙂

    Mi duole informarti che l’europa sul pianeta terra si è sempre RIFIUTATA di scrivere che ha radici Cristiane.
    Diamola tutta: il PPE l’aveva proposto, ma era da solo non avendo il 51% …

    Come dici tu “la Terra (e quindi l’EUROPA) non è nostra, ma ci è stata data da Dio in “comodato d’uso gratuito”.”
    Prendiamocene cura, magari impegnandoci. Magari tenendoci un po informati, potrebbe essere il primo passo.

    Che ne dici?

    Un abbraccio fraterno
    Fra

  4. Francesco B
    maggio 5th, 2015 at 08:29 | #4

    Se l’europa si rifiuta anche solo di scrivere che in passato aveva a che fare con Cristo, figurati ora cosa gli importa del fratello che viene dal mare, … figurati. Ma chi lo dice che è mio fratello?

    Da li è solo coerenza: infatti la GranBretagna ci da le navi da guerra per pattugliare il mediterraneo, ma a patto di scrivere (quello si nero su bianco) che nessun migrante poi arrivi su suolo britannico.

    D’altra parte non è che possiamo fregarcene dell’europa, votare a piripicchio quando ci sono le elezioni e poi sperare che funzioni!

    Se ci pensi, è colpa anche nostra che le cose vanno così.
    O no?

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