Stand-Up! Alziamoci contro la povertà

DOMENICA 19 settembre 2010

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
(dal Vangelo di Luca, 16,1-13)

Una parabola shock!
Eh si! Gesù che insegna a essere disonesti e a fare i furbi con i soldi altrui?? Se è così, allora quelli della Parmalat, che con i loro disonesti giochi finanziari hanno messo sul lastrico tante famiglie di investitori, sono da dichiarare santi subito!
Son sincero nel dire che questa parabola mi ha sempre messo a disagio, perché davvero ad una prima lettura non riesco a capirla.
Mi aiuta un po’, come sempre, non togliere questo discorso dal suo contesto. Infatti è bene ricordare come l’evangelista Luca è particolarmente attento a riportare i discorsi di Gesù riguardo la povertà, l’attenzione concreta e vera ai miseri e il distacco dalle ricchezze.
L’affermazione finale (“Non potete servire Dio e la ricchezza”) è per me la chiave di lettura di questo insegnamento del Vangelo. Sono servo di Dio e dei suoi insegnamenti o sono servo della ricchezza e delle sue esigenze?
Alla fin fine, quale è il nostro obiettivo di vita? Le relazioni umane o il possedere? Non è una domanda così banale… perché dalla risposta dipende non solo la nostra vita ma anche quella di chi ci sta attorno. Se lo scopo della mia vita è arricchirmi di beni, di soldi, di potere… l’altro diventa un mezzo e non più una relazione.
La povertà nel mondo, che sembra così cronica e irrisolvibile, sappiamo bene che non è colpa di chi è povero ma di un sistema economico fondato da sempre sullo sfruttamento e non sulla condivisione dei beni.
L’amministratore disonesto, alla vigilia di perdere tutto, si accorge che solo nelle relazioni umane di amicizia può trovare un’ancora di salvezza. Non ha molto tempo per agire, e quindi in fretta, con quel che ancora ha, si “compra” un futuro sereno. Se la voglia di ricchezza lo ha portato fuori strada, ora sa che nell’amicizia (anche se comprata) ha una nuova possibilità.
Vien da storcere il naso, lo so, di fronte a questo insegnamento. Ma se ci pensiamo bene, è molto attuale e stimolante per la vita concreta.
Potrei tradurlo con queste domande: quello che ho dal punto di vista materiale sono capace di condividerlo con chi ha meno? Sono pronto ad agire concretamente con chi è povero sia vicino a me che lontano, nei paesi poveri del mondo? Come comunità cristiana e come società civile, quando facciamo di concreto per le povertà?
Quando andrò davanti alla porta di San Pietro in Paradiso, troverò qualcuno che dirà che ho fatto gesti concreti di generosità, oppure mi verrà mossa l’accusa che in fondo ho detto tante parole ma agito poco?

    In questi giorni (dal 17 al 19 settembre) nel mondo è promossa l’iniziativa dello “Stand-Up”.
    Stand-Up significa “stare in piedi”. Chi vuole, sia singolarmente che a gruppi, è invitato ad alzarsi e stare in piedi a testimoniare il proprio impegno contro la povertà e per sensibilizzare i potenti delle nazioni a fare di più per combattere la povertà nel mondo.
    I primi giorni della prossima settimana (dal 20 al 22 settembre) si svolgerà un incontro tra i leaders mondiali per verificare a che punto si è con gli Obiettivi del Millennio. All’inizio del millennio, 10 anni fa, le Nazioni Unite si erano date l’obiettivo di ridurre la povertà in modo significativo entro il 2015.
    A che punto siamo? Si è davvero fatto qualcosa?
    Ecco il significato di questo “Stand-Up”: un richiamo per tutti a fare di più e forse parlare di meno…
    E questo “alzarsi” diventi uno stimolo anche per chi lo fa (me compreso) a fare davvero di più concretamente per la povertà.
    Diamoci una mossa! Proprio come questo amministratore della parabola che non si è perso d’animo e ha pensato che i più poveri, se aiutati, lo avrebbero a loro volta aiutato…

Giovanni don

www.standupitalia.it

GLI OBIETTIVI DEL MILLENNIO
1. Eliminare la povertà estrema e la fame
Il traguardo: dimezzare, entro il 2015, la percentuale di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno e di persone che soffrono la fame.

2. Raggiungere l’istruzione primaria universale
Il traguardo: assicurare, entro il 2015, che in ogni luogo i bambini e le bambine siano in grado di portare a termine un ciclo completo di istruzione primaria.

3. Promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne
Il traguardo: eliminare la disuguaglianza di genere nell’istruzione primaria e secondaria preferibilmente entro il 2005 e a tutti i livelli di istruzione entro il 2015.

4. Diminuire la mortalità infantile
Il traguardo: ridurre di due terzi, entro il 2015, il tasso di mortalità infantile al di sotto dei cinque anni d’età.

5. Migliorare la salute materna
Il traguardo: ridurre di tre quarti, entro il 2015, il tasso di mortalità materna.

6. Combattere l’HIV/AIDS, la malaria e le altre malattie
Il traguardo: arrestare, entro il 2015, e invertire la tendenza alla diffusione dell’HIV/AIDS, della malaria e di altre malattie, quali la tubercolosi.

7. Assicurare la sostenibilità ambientale
Il traguardo: integrare i principi di sviluppo sostenibile nelle politiche e nei programmi dei paesi, arrestare la perdita delle risorse ambientali, dimezzare il numero di persone che non hanno accesso all’acqua potabile.

8. Sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo sostenibile
I 189 stati membri delle Nazioni Unite che nel 2000 hanno sottoscritto la Dichiarazione del Millennio si sono impegnati a costruire un partenariato per lo sviluppo sostenibile, attraverso politiche e azioni concrete volte ad eliminare la povertà: la cooperazione allo sviluppo, un commercio internazionale che risponda ai bisogni dei paesi poveri, la riduzione e la cancellazione del debito dei paesi più poveri, il trasferimento di tecnologie.
(fonte: Campagna delle Nazioni Unite per gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio – Italia)

  1. settembre 17th, 2010 at 19:53 | #1

    Beh, il suo “comprare” gli altri può anche essere interpretato come un ridare agli altri un qualcosa di più che si è ritrovato fra le mani ma che alla fine lo teneva sempre occupato divenendo, da amato e desiderato un qualcosa di ingombrante, quasi qualcosa di cui sbarazzarsi in fretta!

    Ma non da buttare via, perché anche la ricchezza ha di per se un valore intrinseco e fa comodo, bensì un qualcosa da “convertire”, per far divenire ciò che valore di per se non ha in qualcosa che divenga “mezzo” per regalare scampoli di “respiro” ed aiuto a chi ne ha bisogno.

    E così si riappana quel che non era piano… 🙂

  2. Francesco
    settembre 22nd, 2010 at 13:06 | #2

    Sugli obiettivi del millennio occorre fare chiarezza, perchè dietro l’ONU ci sono lobby potentissime. Ed occorre non essere ingenui per poi non trovarci in un mondo dominato dalla massoneria.

    Forse non tutti gli obiettivi sono malvagi.
    D’altra parte l’erba cattiva viene su meglio se attorno c’è dell’erba buona.

    Ma alcuni punti sono terribili:

    3. Promuovere l’uguaglianza di genere

    Non vuol dire tra uomo e donna, ma tra uomo, donna, gay, lesbica, ed trans … la versione inglese utilizza un termine che è inequivocabile e che comincia a sentirsi anche qui in Italia: gender.
    Ed è bene non illudersi: parità vuol dire parità in tutto: compreso la possibilità di sposarsi e di adottare e crescere uno o più figli (adottati o comprati mediante la FIVET).

    5. Migliorare la salute materna

    Anche qui, ogni volta che si legge “salute della donna” va tradotta con “libertà all’aborto”.
    Ci sono lobby potentissime che spingo a questo risultato.
    Infatti l’aborto, nel mondo, è la prima causa di morte per i bambini. La prima!
    Eppure nessun obiettivo ONU se ne cura.
    ( e come direbbe il Papa … “anzi!”)

    6. Combattere l’HIV/AIDS, la malaria e le altre malattie

    Su questo il papa ha già espresso i suoi dubbi sull’efficacia della distribuzione di massa dei preservativi. Il caso UGANDA è li ha dimostrare che ci sono strade ben più efficai … ma no.
    I preconcetti contro ciò che dice il Papa sono così forti da riuscire a negare i fatti!
    (Ditemi voi uno stato che ha difeso il Papa? … e l’ONU è l’assemblea degli stati: quindi vi lascio immaginare cosa intendano fare).
    Per chi non lo sapesse in Uganda vi era il 40% di popolazione affetta da HIV anche dopo anni di distribuzione di preservativi. Hanno deciso di cambiare, di usare il metodo Astinenza, Fedeltà e (solo tra sposati) il preservativo. Ebbene in pochi anni sono arrivati ad avere una percentuale di popolazione affetta da HIV pari a quella della città capitale degli USA.

    7. Assicurare la sostenibilità ambientale

    Qui, la soluzione adottata, è spesso nel controllo delle nascite.
    Quindi aborti anche forzati o sterilizzazioni di massa.
    Quando dicono “dimezzare il numero di persone che non hanno accesso all’acqua potabile.” non intendono: dare più pozzi d’acqua, … ma solo “dimezzare il numero di persone”

    Ecco su queste cose occorrerebbe stare molto attenti.
    Forse sono cose così incredibili da non volerci credere, ma basta avere il coraggio di aprire gli occhi e vedere cosa, nel silenzio più totale, succede da noi.
    La sola Italia, la nostra tranquilla, democratica e cattolica Italia, in 30 anni ha già ucciso più di 5.000.000 di bimbi mediante aborto chirurgico ma recentemente ogni anno, da una stima per difetto, è emerso che ne uccide una miglionata con le pillole contro gestative come la pillola del giorno dopo.
    E nessuno dice nulla! Le poche voci fuori dal coro (riferimento http://www.antoniosocci.com/libri/il-genocidio-censurato-aborto-un-miliardo-di-vittime-innocenti/) come Antonio Socci ed il suo libro “il genocidio censurato”, sono letteralmente “voce di uno che grida nel deserto”

    Occorre avere il coraggio di guardare a queste cose ed indignarci.

    Se l’avessero avuto i tedeschi forse la storia sarebbe andata diversamente.

    Ora tocca a noi.

    Come saremo ricordati?

  1. settembre 19th, 2010 at 09:37 | #1

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.

*