preghiera, connessione continua…

Domenica 21 ottobre 2001
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola sulla necessità  di pregare sempre, senza stancarsi: «C’era in una città  un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città  c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sè: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poichè questa vedova è così molesta le farò giustizia, perchè non venga continuamente a importunarmi».
E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà  giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà  a lungo aspettare? Vi dico che farà  loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà , troverà  la fede sulla terra?».
(dal Vangelo di Luca 18,1-8)

In questi giorni sto cercando di fare il collegamento internet nella parrocchia dove sono andato ad abitare da poco. C’è da diventar matti a sistemare tutto e c’è sempre qualche nuovo problema che rende il collegamento difficile. I problemi si ripresentano quando si deve traslocare di nuovo e allora si deve rifare tutta la trafila di richieste di linea, lavoro dei tecnici, sbagli dalla centrale da risolvere…ecc.
Mi sono chiesto in questi giorni come va il mio “collegamento” con Dio in mezzo ai tanti cambiamenti della mia vita. Questo collegamento lo posso chiamare “preghiera”.
Gesù nel Vangelo parla di “pregare sempre, senza stancarsi”, insomma parla di una sorta di collegamento continuo tra il cielo e la terra, tra Dio e la mia vita.
Non posso nascondere che, alla stessa maniera di internet in casa, anche la mia preghiera a volte non funziona e il “flusso-dati” tra Dio e me non sempre è costante e veloce…
La preghiera è sempre un problema, specialmente in certi passaggi della vita nei quali si sente Dio meno vicino, come se la linea di comunicazione fosse interrotta e Dio diventasse irraggiungibile sia in entrata che in uscita, cioè non sente e non risponde.
Mi sono accorto che non posso mai dare per scontata la preghiera. Se a volte la sento inutile e la trascuro per noia, forse non è perchè non sia una esperienza bella… ma forse è perchè sto solo sbagliando connessione e il flusso-dati non si accende.
Proprio come internet, la preghiera non è un flusso solo in un senso, ma è uno scambio, un dialogo. Se non accolgo anche quello che Dio vuole dirmi ma mi preoccupo solo di dire io a Dio cosa desidero e pretendo, allora la connessione non avviene e l’esperienza della preghiera diventa inutile e pian piano si spegne.
Non è facile imparare a pregare e ci vuole una vita perchè la connessione sia perfetta. E poi capitano tante cose nella nostra vita che puntualmente ci rimettono in discussione e allora bisogna riprogrammare il nostro scambio con Dio.
Gesù per parlare di preghiera usa come paragone la storia un giudice disonesto che cede all’insistenza della vedova che chiede giustizia. Mi colpisce sempre la tenacia di questa donna che insiste moltissimo perchè sa che quel giudice apparentemente sordo in qualche maniera la esaudirà . Senza questa fiducia “testarda” avrebbe lasciato perdere già  da tempo.

    A volte la mia preghiera è così incentrata su me stesso, sulle mie domande, dubbi e richieste di perdono, che dimentico che anche dall’altra parte, cioè dalla parte di Dio, c’è qualcuno che mi vorrebbe dir qualcosa e soprattutto vorrebbe farsi conoscere. Ma se non conosco colui al quale rivolgo le mie richieste, alla fine mi troverò senza Dio e non potrò mai capire come Lui ascolta ed esaudisce le mie richieste.
    La domanda di Gesù sulla fede che è alla fine del Vangelo quindi è giusta mentre mi domando come pregare e come non stancarmi di pregare. La preghiera è una connessione tra due persone infinitamente diverse, ma che hanno la possibilità  di comunicare. Se conosco e credo in Dio, allora la mia preghiera non sarà  solo costruita attorno a me e alle mie parole e linguaggio.
    La preghiera vera nasce dall’ascolto di Dio nel suo Vangelo, nel quale Gesù si fa conoscere e mi parla realmente.
    La preghiera vera nasce dalla carità , cioè dalla vita di amore con le persone, specialmente quelle più povere nelle quali Gesù si è fatto vedere (“quello che farete al più piccolo lo avrete fatto a me…”). Guardando un povero negli occhi, posso vedere anche un po’ dello sguardo del Signore e quindi saprò cosa chiedergli e come parlare con lui…
    Ma questa fede ce l’ho? Alla domanda che chiude il brano del Vangelo non posso rispondere in fretta, ma solo mettendomi con calma in disparte e …pregando.


Giovannidon

4 comments

  1. Anch’io sto vivendo, nel mio mondo, quello che vivi tu.
    Anch’io sono in debito con Dio, non ho quasi più tempo per la messa, la preghiera è svogliata, le rogne invece spuntano come funghi e l’ira trova sfogo libero e senza freni.
    Che momentaccio.
    Però passerà e servirà per capire che nella prova devo essere più fermo, avere più fede, perchè non si predica bene per razzolare male.
    Solo così facendo, pregando e amando, riuscirò a farmi trovare degno di Gesù, pronto per il Suo Regno.
    Fatti sentire. Ciao

  2. La vedova, che non a caso è una donna (tenace, certo, noi donne sappiamo esserlo) chiede “Fammi giustizia” e viene esaudita per motivazioni poco nobili, comunque viene accontentata. Forse dovremmo chiedere di più la giustizia anche noi, senza stancarci, a fianco di chi la chiede senza speranza e senza mezzi o inutilmente, e la nostra sarebbe una preghiera che porta in sè un germe di beatitudine…
    Sono curiosa di come pregano le persone, dell’immagine di Cristo che contemplano e di come attraverso lui arrivano al Padre. Rispetto tutti i modi, anche quelli che non prediligo o non mi sento di condividere. Anche se il Pellegrino Russo o il canto gregoriano o la poesia dei salmi o dei profeti aiutano, quello di accogliere la Parola nel silenzio forse è sempre il metodo migliore. Anch’io conosco il tranello del riempire la comunicazione di dati in uscita… mentre sono sicura che è sempre, certamente, molto meglio la posta in arrivo… a presto L.

  3. Mi piace sempre ricordare quello che mi disse un biblista: “la giustizia è il vertice della misericordia”. E invece, quanto facilmente penso che la giustizia sia “giudizio”! E allora, ho il coraggio di chiedere, come la vedova, semplicemente giustizia? Ho il coraggio di una preghiera povera, che rimette nelle mani del Signore ogni suo bene, perchè Lui è il Sommo Bene? O sono ancora… alla “lista della spesa”?

  4. Sia lodato Gesù Cristo! Cari Fratelli e Sorelle in Cristo, pace e gioia. Il Signore Gesù ci ha detto che quando bussiamo ci sarà aperto e che qualunque cosa chiederemo al Padre nel Suo Nome, Egli ce la concederà , appoggiato all’infallibilità delle Sue Sante Parole, umilmente, confidando nella vostra pazienza, vi chiedo suppliche, preghiere, adorazioni Eucaristiche, ricordo nel Santo Rosario e nelle Sante Messe, perchè il Signore, nel Suo Fiat, premi la mia tenacia e ascolti la mia povera e misera preghiera e, per intercessione della Beata Vergine Maria, mi conceda la tanto attesa e sospirata grazia. Grazie di cuore, Dio vi benedica e vi ricompensi. Buono e Santo Avvento incontro al Signore che viene. Ogni celeste benedizione, Paolo

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