il Vangelo è possibile!

sabato 1 novembre 2008
TUTTI I SANTI

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In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perchè di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perchè saranno consolati.
Beati i miti,
perchè avranno in eredità  la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perchè saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perchè troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perchè vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perchè saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perchè di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perchè grande è la vostra ricompensa nei cieli».
(dal Vangelo di Matteo 5,1-12)

Quando entro in certe chiese, specialmente se sono vecchie, rimango sempre colpito dal gran numero di raffigurazioni di santi posti su altari o nicchie, dipinti su tela o scolpiti nella pietra o nel legno. Di tanti Santi posso riconoscere l’identità  dal nome posto sotto oppure da qualche caratteristica della raffigurazione che ben li identifica. Altri santi invece non li riconosco perchè non hanno nessuna indicazione del nome oppure da come sono rappresentati non riesco a risalire all’identità . Poi è curioso vedere come in certe chiese la devozione per un santo è più forte che per un altro, e c’è una sorta di “hit-parade” di santi che fa si che qualche santo ha sotto più candele accese e persone che vi si inginocchiano mentre un altro è relegato in alto o nell’ombra e nessuno manco più si ricorda chi è e perchè è stato proclamato santo.
Tante volte mi chiedo a che cosa serve accendere una candela e pregare un santo quando Gesù ci ha rivelato che Dio è Padre ed è vicino a chiunque lo invoca. Non dovrebbe Dio ascoltare direttamente la nostra preghiera? Dover “passare” attraverso un santo per accedere a Dio sembra davvero il veder riproporre in cielo quelle forme pensantissime di gerarchie e barriere che sono tipiche di monarchie e poteri assoluti umani, e tutto questo rende Dio per me davvero “antipatico”.
Niente paura, non sono qui a proporre una nuova campagna di abolizione di Santi e dei loro simboli (che in passato ogni tanto c’è stata, purtroppo), ma sono qui a domandarmi il senso di questa devozione per i santi che è tipica della nostra tradizione religiosa e che ha prodotto tra l’altro opere d’arte di incalcolabile valore artistico e culturale.
Forse già  in quest’ultima cosa si potrebbe trovare un senso nella devozione per i santi: sono stati il veicolo per artisti, architetti, scrittori e artisti di ogni genere per poter dare corpo all’ingegno umano nel pensare e nel creare cose belle ed elevate.
Ma non basterebbe questa motivazione per continuare la devozione per i santi a livello personale e a livello di Chiesa. Il rischio infatti è quello di metter in secondo piano Dio che avendo una schiera molto folta di santi davanti che intercedono e che esaudiscono le preghiere diventa ancor più lontano e sconosciuto. Ma questo è l’esatto opposto di quello che Gesù è venuto a rivelare: Gesù infatti è il Dio fatto carne che scende dal “piedestallo” del cielo per farsi vicinissimo a ogni uomo, senza più intermediari e intercessori.
I santi allora che ci stanno a fare nella nostra vita di fede?
Penso che ancor prima di esser coloro che ascoltano le nostre preghiere e le portano a Dio e ancor prima di esser coloro che esaudiscono quello che chiediamo, i santi sono un aiuto a credere alla concretezza del Vangelo. Questo è il senso della loro santità  e del fatto che li conosciamo e veneriamo.

    I santi in molti modi diversi ci dicono che quello che Gesù ha detto e fatto non è impossibile.
    Ci sono pagine come questa delle beatitudini che se ci pensiamo bene sono molto sconcertanti. Come si fa a dire “beati i poveri” con la crisi economica che strozza le famiglie più povere (mentre i grandi industriali e politici che schiamazzano sono in realtà  i più tranquilli)? Come si fa a dire “beati gli operatori di pace” in un contesto sociale e mondiale che va in direzione opposta alla pace? Come si può dire “beati i misericordiosi” quando la bontà  e il perdono rendono perdenti, mentre vince solo chi è furbo e chi sa ingannare il prossimo?…
    E la lista di pagine “impossibili” del Vangelo è interminabile e potremmo elencarle all’infinito.
    Ecco, i santi ci dicono che tutto quello che è narrato nel Vangelo in realtà  è possibile viverlo, e chi dice che in fondo è solo una favoletta per piccoli si sbaglia perchè il Vangelo è un potente mezzo di rivoluzione per la nostra vita e l’intero genere umano.
    I santi allora non sono da porre su un piedistallo alto e inarrivabile. Così infatti sotto sotto ammettiamo che “solo loro” hanno potuto fare quel che han fatto, mentre noi quaggiù nella vita concreta non siamo capaci.
    I santi sono da porre al nostro livello e da loro riceviamo la “buona notizia” che il Vangelo è vivibile e più concreto di quel che pensiamo.
    I santi anche se sono vissuti in tempi e luoghi lontani, rimangono come noi esseri umanissimi. Sarebbe bello quindi non avvicinare un santo ad un altare solo per chiedere una grazia, quasi fosse un semplice impiegato di qualche ufficio pubblico. Rischiamo così di avvicinare il santo o la santa solo perchè sembrano essere il più svelti e competenti, ma poco importa di chi sono e che cosa hanno fatto. Il miglior modo di avvicinare un santo è quindi conoscerne la storia e vedere se il suo modo personalissimo di vivere il Vangelo stimola ed entusiasma anche la nostra vita. Solo così allora il santo diventerà  davvero una via che ci porta a Dio e che ci fa sentire Dio vicino.


Giovanni don

10 comments

  1. …beati noi se viviamo ‘da vivi’ perchè se siamo vivi lo Spirito santo ci fa incontrare il Signore ovunque, in ogni vita, in ogni particolare, anche in ogni cosa difficile o molto difficile… buona festa don Giovanni, ciao!

  2. Penso che i santi siano molti di più di quelli canonizzati.Ci sono state, e ci sono(e sono tante), persone la cui esistenza è stata percorsa da tribolazioni di ogni genere,fra mille difficoltà e sacrifici;persone anonime che nessuno considererebbe sante.Certo non hanno raggiunto ancora quella perfezione che forse scaturisce dall’offerta al Signore delle loro molteplici afflizioni,ma sono potenzialmente sante.Mi piace pensare che ognuno di noi in fondo ha un germe di santità .Forse dovremmo esserne più consapevoli,senza presunzione.

  3. Ottimo commento ! Abbiamo bisogno dei Santi: sono esempi mandati dal Cielo: concreti, in carne e ossa , uomini e donne come noi; di ogni epoca, di ogni città : in mezzo a noi a ricordarci la strada, la Via, con le loro vite fatte di Verità .
    E il bello è che tutti noi siamo chiamati ad esserlo ! Anch’io voglio diventare Santo: unito a Cristo con le mie debolezze e fragilità offerte all’altare della Verità . Anche io posso diventare Santo: davvero, perchè sono amato da Dio fin dall’inizio.

  4. finalmente nell’ambito della chiesa cattolica leggo un commento che ho sempre sentito mio e che per anni mi sta tenendo lontano dalla chiesa cattolica. La chiesa per secoli ha permesso e incentivato il culto dei santi nella maniera sbagliata. Finalmente !!! Forse molte persone si sono allontanate dal cattolicesimo anche per questo. I santi mostrano solo la strada che porta a Dio e non vorrebbero mai sostituirsi a Lui.

  5. Per il Sig. Pietro (usti!)
    Beh, forse è stato fatto un po’ di terrorismo nei confronti di Opus Dei.
    Opus Dei, da quel poco che ne so, dice che la Parola di Dio deve diventare viva per mezzo di noi in ogni cosa che facciamo.
    Dove sta la non santità in questo proposito e in chi l’ha sentito e portato avanti?
    Giovanni Minoli non ne parla in maniera negativa.
    Qualche film si.
    Di chi dobbiamo fidarci?

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