tutti missionari

Mandati con parole di pace e speranza, è questa è la missione di ogni cristiano, che sia vescovo o bambino appena battezzato. La Chiesa è questa missione iniziata ai tempi dei primi apostoli e continua oggi, che coinvolge tutti, e prima di tante parole è fatta di atteggiamenti, quelli di amore, accoglienza e cura che Gesù stesso aveva ed ha ancora.

DOMENICA 3 luglio 2022 XIV anno C

 

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

(dal Vangelo di Luca 10,1-12.17-20)

 

Mentre scrivo queste righe di commento al Vangelo sto anche ascoltando l’annuncio della nomina del nuovo Vescovo della nostra Diocesi di Verona, mons. Domenico Pompili, che succede a mons. Giuseppe Zenti, vescovo a Verona dal 2007, e che lascia per aver raggiunto i 75 anni.

Come ha sottolineato il vescovo dimissionario Giuseppe, questa successione, che ovviamente è carica anche di procedure formali che partono dalla nomina da parte del Papa e che proseguirà nell’iter che è previsto per ogni cambio di vescovo, in fondo non fa che ribadire il legame ininterrotto tra i primi apostoli inviati da Gesù e la nostra Diocesi di Verona ancora oggi dopo due millenni di vita cristiana.

C’è un filo solido, quello della fede, che lega quella primissima esperienza dei primi amici e discepoli radunati da Gesù e la nostra storia attuale, non solo della diocesi di Verona ma di ogni angolo della terra dove è arrivato l’annuncio cristiano e si sono create le comunità dei battezzati.

C’è un’espressione all’inizio del Vangelo di questa domenica che secondo me spiega benissimo non solo la successione dei vescovi nelle diocesi, ma anche ogni presenza cristiana affidata a tutti i battezzati: “…li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi”.

Ecco il senso profondo della missione di ogni cristiano, che riguarda il nuovo vescovo così come i due bambini che battezzerò domani durante la messa: essere segni della presenza di Gesù, senza sostituirlo o fare al suo posto come se lui fosse assente e tutto dipendesse da noi
La missione di ogni cristiano è comunicare in modo umano, con la testimonianza fatta di parole e soprattutto di gesti, che è Gesù a continuare a essere presente e ad operare, parlare, amare, agire.

La missione cristiana, che sia del prete, del papa o del vescovo,  che sia di un genitore, animatore e catechista, di ragazzo o bambino, di chi è sposato o no, suora o frate, sano o ammalato, in casa propria o in giro per il mondo, è una missione di annuncio di una presenza, di un amore, quello di Gesù che non ha mai smesso di esserci nella storia e in ogni luogo del mondo.

Nelle righe del Vangelo, Gesù, in questa sorta di “prove generali” della missione cristiana, con i 72 discepoli mandati a coppie, invita ad essere carichi di fiducia e ottimismo nella vita e in se stessi, non preoccupati dei mezzi ma solo orientati a portare un messaggio di pace, quella di Dio, quella della sua presenza.

“Pace a questa casa” e “…è vicino a voi il Regno di Dio” e prendersi cura di chi è malato e ha bisogno, tutto questo è ciò che ogni cristiano deve fare se vuole davvero vivere la propria missione battesimale. Il cristiano cerca in continuazione accoglienza e anche di creare occasioni di accoglienza, in modo che il messaggio non sia mai imposto e “calato dall’alto” ma tocchi davvero la vita delle persone.

Siamo tutti missionari e la nomina del nuovo vescovo me lo ricorda ancora di più, ce lo ricorda a tutti. Anzi è proprio questo il compito di un vescovo, successore degli apostoli, far si che tutti i cristiani non si sentano esclusi da questo compito di annuncio della presenza viva di Gesù dentro la storia.

In questi ultimi difficili tempi segnati da tante crisi che si sovrappongono e drammaticamente si sommano (la pandemia, la guerra, le ingiustizie, i cambiamenti climatici…) è proprio questa la missione del cristiano, quella di non far si che si spenga la speranza che Gesù è ancora con noi, e che la forza del suo amore è davvero inesauribile!

Giovanni don

Leave a Reply