Gesù è vivo ma ancora ferito. Ma sono proprio i segni della sua sofferenza umana che lo rendono riconoscibile. Ecco la Chiesa del futuro, senza paura di essere minoranza, fragile e umana, ma che crede che il Signore è vivo e sta con lei e in lei. E con un’unica missione: la misericordia. (DOMENICA 27 aprile 2025 – II di Pasqua)
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