sapore di Vangelo

Gesù ci chiama “sale della terra”: non per farci notare, ma per dare sapore alla vita. Il Vangelo è quell’ingrediente invisibile che rende buone le relazioni, illumina le fatiche e trasforma la storia. Un cristiano senza Vangelo è come una pasta senza sale. (DOMENICA 8 febbraio 2026 – V anno A)

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parole di luce

“Te l’avevo detto…” di solito divide e ferisce. E se invece fosse una parola di speranza? Nel Vangelo di questa domenica scopriamo un Dio che non giudica, ma illumina: una luce promessa da sempre che entra nella nostra storia, anche nelle sue zone più buie. (DOMENICA 25 gennaio 2026 – III anno A)

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non lo conoscevo

La frase che colpisce di più nel Vangelo è quella che Giovanni Battista ripete: «io non lo conoscevo». Parole sorprendenti, dette da chi era parente di Gesù. Ma il Vangelo ci invita a capire che non si tratta di una semplice conoscenza esteriore, bensì di una relazione profonda che coinvolge il cuore e la vita (DOMENICA 18 gennaio 2026 – II anno A)

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Dio immerso

Di fronte alle tragedie nasce una domanda dura: «Dio dov’è?». Il Battesimo di Gesù ci dice che Dio non è lontano né indifferente: non è sopra il dolore, ma immerso nell’umanità. Non spiega il male, lo attraversa con noi, per amore. (DOMENICA 11 gennaio 2026 – BATTESIMO del Signore)

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Dio di tutti

Guardare la Terra dallo spazio significa scoprire che non esistono confini, ma solo un’unica casa abitata da tutti. Il Vangelo ci invita a vedere il mondo con gli occhi di Dio: un’umanità chiamata alla pace, all’amore e alla vita che unisce. (DOMENICA 4 gennaio 2026 – II di Natale)

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l’esercito della pace

Dal presepe nasce un esercito disarmato: i pastori che credono alla pace. In un mondo che si affida alla forza e alle armi, Dio sceglie la fragilità di un bambino. La pace non è un’idea astratta: è possibile, se disarmiamo mani, parole e cuori. (GIOVEDI’ 1 gennaio 2026 – Maria Madre di Dio) giornata mondiale della pace

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Dio nella mangiatoia

Nel Natale Dio non sceglie il palazzo di Cesare, ma la mangiatoia di Betlemme. Si fa piccolo per essere vicino a ogni vita, anche la più fragile. Nel presepe scopriamo un Dio che non impone, ma ama, accoglie e prende vita proprio dove siamo. (Giovedì 25 dicembre 2025 – Natale del Signore)

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