Vangelo da pazzi

Il “regno dei cieli” non è un’illusione ultraterrena, ma la presenza concreta di Dio nella nostra storia quotidiana. Contro la logica del mondo, che pensa di raggiungere la pace con la forza e la sopraffazione, Gesù ci invita alla pazzia di scegliere la via del perdono: un tesoro per cui vale davvero la pena spendere la vita intera. (DOMENICA 26 luglio 2026 – XVII anno A)

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il grano buono del Vangelo

Di fronte al mistero del male che si mescola al bene nella nostra vita e nel mondo, Gesù ci invita a non cedere allo scoraggiamento e a non improvvisarci giudici. La parabola del grano e della zizzania ci dona uno sguardo colmo di speranza: il Bene seminato da Dio è più forte e va custodito sempre con pazienza e fiducia. (DOMENICA 19 luglio 2026 – XVI anno A)

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ristoro evangelico

Gesù ci invita a guardare la realtà con gli occhi di Dio. Non sono i sapienti e i potenti a comprendere il Suo mistero, ma i piccoli. In un mondo che insegue la forza, siamo chiamati a essere ristoro per gli ultimi, disarmando le parole e accogliendo la fragilità come porta privilegiata per incontrare Dio. (DOMENICA 5 luglio 2026 – XIV anno A)

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Vangelo come acqua fresca

Gesù ci provoca con parole forti sugli affetti e la croce. Non cerca polarizzazioni come i social, ma ci invita a un amore radicale. In un mondo arido, siamo chiamati a essere acqua fresca per i fratelli: gesti semplici di dedizione che rendono Dio presente tra noi. Una chiamata all’amore vero che trasforma la nostra esistenza quotidiana. (DOMENICA 28 giugno 2026 – XIII anno A)

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statistiche evangeliche

“Non abbiate paura”: è l’invito costante nella Bibbia che Gesù rivolge ai suoi. In un mondo segnato da incertezze e guerre, siamo chiamati a non temere, fidandoci dello sguardo di Dio che conta ogni nostro capello. Diventiamo, con gesti semplici, la presenza viva e rassicurante di Gesù per chi incontriamo lungo il nostro cammino quotidiano. (DOMENICA 21 giugno 2026 – XII anno A)

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come si chiama?

Dietro ogni nome non c’è solo un dato anagrafico, ma una storia fatta di relazioni, fragilità e doni. Nel Vangelo di questa domenica Gesù chiama per nome i dodici apostoli, un gruppo variegato che rappresenta il nuovo popolo di Dio. In quei dodici ci siamo anche tutti noi, inviati a guarire le divisioni del mondo oggi. (DOMENICA 14 giugno 2026 – XI anno A)

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Gesù in noi

L’Eucaristia non è un simbolo materiale di ricchezza, ma il dono umile e potente di Dio. Come un ostensorio prezioso custodisce un semplice pezzo di pane, così la nostra vita accoglie Gesù vivo. Nutrirci di Lui significa far entrare il Suo amore nella quotidianità, trasformando ogni gesto in vita eterna e vera. (DOMENICA 7 giugno 2026 – CORPUS DOMINI)

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Dio secondo l’algoritmo

Cosa succede se interroghiamo l’Intelligenza Artificiale su come dovrebbe essere Dio per unire tutta l’umanità? Nella solennità della Trinità, partendo dal dialogo notturno tra Gesù e Nicodemo, scopriamo che la risposta tecnologica somiglia molto al Vangelo: un Dio non lontano, ma presente nel bene e nelle relazioni umane. (DOMENICA 31 maggio 2026 – Santissima Trinità)

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ubriachi di Dio

A Pentecoste celebriamo lo Spirito Santo, vento che ci spinge fuori dalle nostre sicurezze per annunciare il Vangelo a tutti, senza alcuna paura. Non servono linguaggi speciali, ma gesti concreti di pace e perdono capaci di raggiungere ogni luogo. È una meravigliosa pazzia d’amore che ancora oggi cambia i cuori. (DOMENICA 24 maggio 2026 – Pentecoste)

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