sotto il vestito niente

Viviamo in una “dittatura dell’immagine”, dove contano apparenza, denaro e potere più della verità del cuore. Gesù rovescia questa logica, mostrando che ogni persona è Tempio di Dio: in ciascuno abita la sua bellezza. Riscoprire questo è la missione della Chiesa oggi.
(DOMENICA 9 novembre 2025 – Dedicazione della Basilica lateranense)

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
(dal Vangelo di Giovanni 2,13-22)

“Sotto il vestito, niente” è il titolo di un film italiano di quarant’anni fa ambientato nel mondo della moda milanese. Attraverso una storia di premonizioni e omicidi, denuncia un mondo di apparenze patinate che nascondono traffici e cattiverie.
Anche se sono passati quarant’anni, quel titolo descrive bene la nostra società di oggi: non solo la moda, ma anche le relazioni e forse il nostro modo di essere Chiesa.
Con l’esplosione della comunicazione in rete e dei social, sembra imporsi una “dittatura dell’immagine”, dove conta apparire bene, curare il fisico e il modo di presentarsi, più che la verità di ciò che si è.

La sintesi è: “sotto il social… niente”. Non è un giudizio, ma la constatazione che la cura dell’immagine spesso ruba tempo alla cura del cuore e dello spirito.
Molti giovani — e anche tanti adulti — dietro un alto numero di followers e immagini perfette nascondono un vuoto di amicizie vere e una grande solitudine.
Tutto questo accade quando i veri riferimenti diventano il denaro e il potere.

Gesù, come tutti gli ebrei del suo tempo, vedeva nel Tempio di Gerusalemme un segno forte della presenza di Dio. Non rimane indifferente al suo degrado: non strutturale — il Tempio era grande e magnifico — ma spirituale.
I riti erano diventati una compravendita di merci e di grazie, e Dio ridotto a un giudice o a un contabile delle opere buone. Il Tempio non era più luogo della bontà del Signore, ma spazio di potere dove contavano più i denari che le preghiere.
Nel Vangelo, Gesù ci sorprende: non resta mite e paziente, ma agisce con forza.
Vedendo come il denaro svuota anche Dio, riducendolo a un’immagine vuota, reagisce.
Nel gesto di scacciare i venditori e rovesciare i tavoli racchiude la sua missione, che diventa anche la nostra: mostrare il vero volto di Dio, rovesciare la mentalità del potere, svelare la bellezza delle vite fragili e degli ultimi.
Oggi, forse, Gesù andrebbe nei luoghi del potere politico ed economico per rovesciare la logica che mercifica le persone e riduce il prossimo a consumatore.

Il Tempio di Gerusalemme non esiste più, ma nel mondo restano luoghi dove denaro, potere e apparenza sono al primo posto, schiacciando le persone.
Gesù continua a rovesciare i banchi del potere attraverso di noi: questa è la missione della Chiesa.
Come battezzati, “immersi” nel Vangelo, siamo chiamati a combattere la “dittatura dell’immagine” prima in noi stessi e poi nel mondo, senza restare indifferenti, come non lo è stato Gesù.
Gesù stesso si è fatto Tempio di Dio. Lo dice più volte: con la sua umanità ci mostra che in ogni essere umano, piccolo o grande, povero o ricco, sano o malato, di qualsiasi provenienza, abita Dio Padre e non dio-denaro.
Ogni uomo e ogni donna è Tempio di Dio, e non possiamo restare fermi quando lo vediamo deturpato dal potere e dal denaro.
“Sotto l’uomo… c’è Dio”: tutto Dio, con la sua pienezza e la sua bellezza.